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Governo, nomine sottosegretari. Nel M5s scoppia la rabbia tra gli esclusi: "Una porcata"

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"E' una porcata". Il commento circola nelle chat dei parlamentari del Movimento 5 Stelle. A riportare il malumore che serpeggia tra i 5 Stelle dopo le nomine dei viceministri e dei sottosegretari è l'AdnKronos. Nel tardo pomeriggio - riferisce l'agenzia - c'è stata una riunione degli scontenti nel cortile della Camera: tra loro Stefano Buffagni, uno degli esclusi eccellenti. Sottosegretario nel Conte I e II, il deputato era in lizza per un posto nel neonato ministero della Transizione ecologica ma alla fine l'ex consigliere è rimasto fuori.

La versione ufficiale e che Buffagni ha pagato la sua provenienza geografica. Lui è lombardo e la Lombardia e tra le Regioni più inflazionate nella composizione dell'esecutivo. Ma stando ai maligni l'ex sottosegretario ha pagato le frizioni con il capo politico Vito Crimi che ha guidato le trattative per le poltrone da sottosegretario o viceministro. L'agenzia riporta anche stralci di un'animata discussione nel cortile della Camera: "E' stata una porcata!", urla un parlamentare, affinché chi deve sentire, senta. "Siamo diventati un ufficio di collocamento, altro che navigator...", gli fa eco un collega. Il malessere, inoltre,  esplode anche nelle chat.

Particolarmente delusi i parlamentari campani che avevano fatto espressa richiesta della casella del lavoro che, alla fine, è finita alla marchigiana Rossella Accoto e non alla deputata Maria Pallini. "Nulla di personale nei confronti della portavoce - spiegano fonti campane - ma è innegabile che questa decisione rappresenta l'ennesimo boccone amaro da ingoiare. Boccone che si aggiunge a quello mandato giù a fatica rispetto alla chiusura dell'esperienza del governo Conte e alle trattative politiche condotte dai vertici del M5S che ne esce purtroppo fortemente ridimensionato".

Diversi eletti contestano inoltre l'assegnazione di Ilaria Fontana al super ministero per la Transizione, così come la scelta di affidare la casella della Giustizia ad Anna Macina, che non proviene dalla Commissione Giustizia bensì dalla Affari costituzionali.