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Abruzzo, 25 arresti nel Comune di Celano: coinvolto il sindaco e l'ex parlamentare di Forza Italia Filippo Piccone

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Abruzzo, 25 arresti a Celano nell'ambito di un’ordinanza di misura cautelare per reati contro la pubblica amministrazione nei confronti amministratori e funzionari del Comune, liberi professionisti e imprenditori. L’operazione, denominata Acqua Fresca, riguarda anche persone residenti nelle province di Roma, Teramo e Pescara. Fra le persone coinvolte anche l’ex parlamentare di Forza Italia Filippo Piccone oggi vicesindaco del centro marsicano in provincia dell’Aquila e l’attuale sindaco Giovanni Santilli (FdI).

 

Il primo è finito in carcere il secondo ai domiciliari. I reati contestati a vario titolo sono induzione indebita a dare o promettere utilità, istigazione alla corruzione, tentato peculato, turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio. Il sindaco, il segretario comunale, tre dirigenti comunali, un imprenditore e un libero professionista sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, mentre un assessore è stato colpito dalla misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, così come anche un esponente della precedente amministrazione comunale. Infine per 15 tra imprenditori e liberi professionisti è scattato il divieto temporaneo di esercitare attività professionali o imprenditoriali. 

 

L’indagine è iniziata nel gennaio 2018 e ha riguardato "diverse condotte antigiuridiche, finalizzate all’indebita percezione ed erogazione di fondi comunali a liberi professionisti e imprenditori operanti nella Marsica". Secondo il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avezzano Maria Proia, vi era "l’esistenza di un sistema clientelare, fondato su amicizie, conoscenze ed interessenze con alcuni imprenditori o cittadini, in totale dispregio dei criteri di imparzialità, trasparenza e buon andamento della Pubblica Amministrazione, piegando, di fatto, l’interesse pubblico a quello di pochi", come riportato nell'ordinanza. In tutto sono state denunciate 56 persone; il totale dei fondi pubblici destinati alle procedure turbate ammonta a circa 13 milioni di euro.