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Senato, Draghi incassa la fiducia: 262 voti favorevoli, 40 contrari e 2 astenuti

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Mario Draghi incassa la fiducia al Senato: 262 voti favorevoli, 40 quelli contrari, 2 gli astenuti. Dunque una maggioranza ampia (101 voti in più rispetto a quella assoluta fissata a 161) anche se il primato raggiunto da Mario Monti (nel 2011, 281 voti) resta imbattuto. Sono invece almeno 15 i senatori M5s che hanno votato no. Si tratta di Granato, Gianuzzi, Lamura, Lanutti, Lezzi, Mantero, Mininno, Moronese, Morra, Ortis, Abate, Angrisani, Corrado, Crucioli, Di Nitto. Quindi secondo il regolamento del Senato, che prevede 10 senatori per la costituzione del gruppo parlamentare, i dissidenti grillini hanno raggiunto il numero per crearne uno. Sono risultati assenti alla votazione inoltre Garutti, Nocerino, Vanin, Auddino, Botto e Dessì. Nel Misto hanno votato contro Fattori, Giarrusso, Nugnes, Ciampolillo, Martelli. Mentre Drago si è astenuta.

 

 

"Gli interventi del dibattito hanno dimostrato la consapevolezza del disastro economico, sanitario, sociale, educativo e culturale. È con questa consapevolezza che questo governo costruirà nei fatti con sia la sua credibilità. Ringrazio per la stima ma anche questa dovrà essere giustificata e validata nei fatti del governo da me presieduto" aveva detto il premier Mario Draghi nella replica al Senato iniziata alle 20,40, oggi mercoledì 17 febbraio 2021. "Confermo che il Parlamento sarà informato in modo adeguato e tempestivo sul complessivo programma e sulle politiche specifiche di intervento" ha aggiunto Draghi dopo l'iniziale gaffe che lo ha visto parlare senza accendere il microfono. E ancora: "Questo governo conferma l'impegno per inserire l'ambiente e lo sviluppo sostenibile nella Costituzione" e di lavorare a un progetto di legge. E poi "il ritorno alla normalità deve riguardare anche la cultura. È imprescindibile per la crescita e il benessere del Paese", ha sottolineato Draghi nella replica al Senato, spiegando che al G7 ci sarà una sessione di lavoro dedicata alla cultura. Quindi il turismo: "Alcune imprese rischiano di non riaprire dopo la pandemia, ma non è questo il caso del turismo. Occorre investire in questo settore, quei soldi tornano indietro".

 

 

Giornata storica sin qui per il neo presidente del Consiglio che, in mattinata, ha debuttato in Parlamento dove ha pronunciato a Palazzo Madama il suo discorso programmatico non senza tradire un briciolo di emozione. Guerra alla pandemia e ricostruzione del Paese, "come nel dopoguerra". Tra le le sfide di Draghi premier. "Presidente lei troverà dei senatori di Forza Italia leali. Lei ha proposto delle ricette che noi condividiamo", ha detto la capogruppo di Forza Italia, Annamaria Bernini. Fiducia convinta anche dal Pd, che con il capogruppo Andrea Marcucci, riconosce che "la messa in sicurezza dell’Italia è ciò che ci impone quell’unità da lei, signor presidente, evocata nel suo intervento". Da chi questo governo lo ha voluto per primo, Italia Viva, parla l’ex ministra del governo Conte II, Teresa Bellanova: "Evidenti i motivi per cui abbiamo avuto ragione indicando i rischi dell’immobilismo del precedente governo. Per il leader della Lega, Matteo Salvini, "la fiducia al suo governo, che è convinta, significa dare più forza all’Italia in Europa. La sovranità appartiene al popolo e il popolo può cedere quote di sovranità l’Europa è casa nostra, l’Europa che vogliamo è quella del benessere, della crescita, della tutela della vita e della famiglia, non è l’Europa dell’austerità e dei vincoli bilancio. Questo sia il governo che si contraddistingue per serietà concretezza e velocità". Un sì condizionato arriva dal M5S, che con il capogruppo Ettore Licheri promette: "Il nostro sì non sarà mai un sì incondizionato, sarà un sì vigile, un sì guardingo, lei non dia mai per scontato il nostro sì, noi le romperemo le scatole. Dia corpo e gambe all’intuizione di Beppe Grillo: dotare il paese di un ministero della transizione ecologica". Il ruolo dell’opposizione al governo Draghi è affidato al partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, che assicura un’opposizione "patriottica, Il gruppo di Fdi non voterà la fiducia al suo governo, in maniere più convinta dopo aver ascoltato il suo intervento e la sua replica", la dichiarazione del capogruppo, Luca Ciriani. Tra chi ha votato in dissenso del gruppo M5S il senatore Crucioli, il senatore Lannutti, le senatrice Laura Granato, la senatrice Luisa Angrianni, la senatrice Virginia La Mura, le senatrice del gruppo Misto-Leu, Nugnes e Fattori.