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Governo Draghi al Senato: "Virus nemico comune. L'unità è un dovere"

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E' durato 51 minuti il discorso del premier Mario Draghi al Senato, la mattina del 17 febbraio, per illustrare le linee programmatiche del governo. Lotta alla pandemia, unità tra le forze politiche, rilancio economico, riforme e tutela per i lavoratori. Sono solo alcuni degli argomenti trattati dall'ex numero uno della Bce. Alla fine un lungo applauso con i senatori in piedi. "Oggi l'unità non è un opzione ma un dovere, guidato da ciò che son certo ci unisce tutti: l’amore per l’Italia". I senatori si sono alzati. Subito dopo l'aula è stata sospesa per consentire al premier di depositare le sue comunicazioni a Montecitorio e riprenderà  alle 12.30.

"Questo è il terzo governo della legislatura. Non c'è nulla che faccia pensare che possa far bene senza il sostegno convinto di questo Parlamento. E' un sostegno che non poggia su alchimie politiche ma sullo spirito di sacrificio con cui donne e uomini hanno affrontato l'ultimo anno, sul loro vibrante desiderio di rinascere, di tornare più forti e sull'entusiasmo dei giovani che vogliono un paese capace di realizzare i loro sogni", ha detto Draghi. All'inizio del suo discorso ha ringraziato Il premier uscente Giuseppe Conte per il lavoro svolto finora. Poi ha fissato i paletti in politica estera: ""Questo governo sarà convintamente europeista e atlantista, in linea con gli ancoraggi storici dell'Italia: Unione europea, Alleanza Atlantica, Nazioni Unite. Ancoraggi che abbiamo scelto fin dal dopoguerra, in un percorso che ha portato benessere, sicurezza e prestigio internazionale".

Per quanto riguarda la riforma del fisco Draghi ha poi spiegato la sua ricetta: "Le esperienze di altri paesi insegnano che le riforme della tassazione dovrebbero essere affidate a esperti, che conoscono bene cosa può accadere se si cambia un'imposta". Buona parte del discorso è stata dedicata al Recovery Plan. ""Gli orientamenti che il Parlamento esprimerà nei prossimi giorni a commento della bozza di Programma presentata dal governo uscente saranno di importanza fondamentale nella preparazione della sua versione finale". Sulla scuola il premier ha specificato che "non solo dobbiamo tornare rapidamente a un orario scolastico normale, anche distribuendolo su diverse fasce orarie, ma dobbiamo fare il possibile, con le modalità più adatte, per recuperare le ore di didattica in presenza". 

Sui vaccini la vera sfida "è ottenere dosi e distribuirlo rapidamente", mentre sul lavoro ha sottolineato che "vanno aiutati tutti i lavorratori ma non tutte le imprese.