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Covid, Pregliasco: "Rischio nuova ondata, in pericolo asili e scuole elementari"

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"Il pericolo maggiore è rappresentato in questo momento da asili ed elementari". Le parole sono del virologo Fabrizio Pregliasco che ha concesso un'intervista a La Stampa, pubblicata martedì 16 febbraio, sul rischio di un nuova ondata di contagi Covid e sul pericolo delle varianti. In ogni caso per l'esperto "le scuole vanno tenute aperte". Ma, avverte, "rafforziamo i protocolli di sicurezza e i controlli per individuare tempestivamente eventuali focolai. Nel qual caso si fanno chiusure mirate".

Poi ha parlato anche delle misure da adottare per contenere i contagi:  "Bisogna dare atto al nostro sistema a colori di aver funzionato, perché siamo l'unico Paese europeo a essere riuscito a flettere la curva dei contagi pur adottando misure più morbide. Ma ora serve fare di più, soprattutto rafforzando le restrizioni delle zone gialle, che così danno un po' l'idea del liberi tutti". Per quanto riguarda il lockdown generalizzato, ipotizzato da diversi esperti nelle ultime ore, "è la soluzione più efficace. Ma anche la meno sostenibile, con la rabbia sociale che cresce". Dunque per Pregliasco: "si potrebbe procedere sia prevedendo parametri più rigorosi per l'accesso alle varie fasce di colore, che misure più rigide. L'altra opzione sono gli interventi chirurgici, come le zone rosse già proclamate a fronte dei focolai di varianti in Umbria ed Abruzzo". "Il lockdown generalizzato lo userei solo come ultima ratio", ha concluso.

Anche Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani, in un'intervista al Corriere della Sera ha parlato delle misure per contenere la diffusione delle varianti: "L'esempio della Gran Bretagna, dove con l'imposizione di una zona rossa all'intera nazione il numero dei contagi è rapidamente calato, ci dice che il sistema in essere nel nostro Paese, che gradua le misure nei territori in base alla situazione epidemiologica, può funzionare, anche perché consente (lo si sta facendo in Umbria e Alto Adige, per esempio) l'istituzione su specifiche porzioni del territorio di misure di contenimento ulteriormente restrittive rispetto a quelle nazionali".