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Governo Draghi, in assemblea resa dei conti nel M5S: "Abbiamo riabilitato Berlusconi". Nel mirino Crimi e Grillo

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Nubi si addensano sul futuro del Movimento 5 Stelle, che appare sempre più spaccato dopo il battesimo del governo Draghi. Nel corso dell’assemblea dei deputati di sabato 13 febbraio, a quanto apprende l’Adnkronos, il capo politico Vito Crimi racconta la genesi dell’esecutivo che ha giurato nelle mani del Presidente Mattarella e prova a parare le critiche di chi lamenta una cattiva gestione di questa delicata fase politica: "Non ci sono state trattative con Draghi. Questo è il governo del premier e del Capo dello Stato", spiega. Per Giuseppe Brescia, presidente della Commissione Affari Costituzionali, "il M5S deve far valere il suo peso in Parlamento".

 

 

La deputata Antonella Papiro attacca: "Ci siamo scollati dalla base dimenticando cos’è il Movimento 5 Stelle. Abbiamo dimenticato gli attivisti. Non riesco a dare la fiducia a questo governo". Duro l’affondo di Emanuela Corda: "I ministri? Trovo inverosimile che non ci siano state interlocuzioni con gli attori che hanno gestito la situazione. Non prendiamoci in giro. Non ditemi che i nomi sono sbucati così". E ancora: "Come possiamo fare le nostre battaglie se siamo fuori da tutti i ministeri chiave?". Il tarantino Giovanni Vianello si chiede: "Con le trivelle questo governo che fa? Le blocchiamo o no? Il tema dell’Ilva dovrà trattarlo Giorgetti, fantastico". La collega Rosa Menga: "Sono davvero incazzata. Il vero artefice di questa operazione è Silvio Berlusconi e noi siamo riusciti a riabilitarlo". Anche il questore Francesco D’Uva lamenta la scarsa presenza del Sud nell’esecutivo: "Bisogna fare di meglio con i sottosegretari. Nel Meridione abbiamo avuto tanti voti, speriamo ci sia una rappresentanza". Cristian Romaniello se la prende con i vertici: "Non siamo alla bocciofila, non riusciamo a dimostrare un minimo di maturità nella nostra linea".

 

 

Poi rivolgendosi a Crimi: "Ti rendi conto che governiamo con Berlusconi? Dire che Giovannini è un ministro nostro mi sembra un po' troppo. Dire che Iv è a pezzi, ragazzi. Noi avevamo 10 ministri e ora ne abbiamo 4. E non abbiamo più il premier. Beppe può anche sbagliare e in questo caso ha sbagliato". Punge Manlio Di Stefano, sottosegretario uscente agli Esteri: "Ci hanno fatto fuori da un governo dove avevamo la maggioranza assoluta dei ministri. Hanno fatto fuori Conte e Bonafede, i nostri simboli. Pensavo fosse tutto meglio di come ce l’avete raccontato. Se tutto si è risolto col fatto che Beppe si è accontentato di avere un ministero (la transizione ecologica, ndr) è molto grave. Dovevamo porre a Pd e Leu il prerequisito l’esclusione della Lega, perché con la Lega i nostri voti non contano più un c****". Nelle repliche, Crimi promette: "Se qualcuno abbatte la prescrizione noi ci ritiriamo dal governo".