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M5s spaccato. Lezzi chiede nuovo voto su Rousseau

Christian Campigli
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La notte dei lunghi coltelli è dunque arrivata. E ha portato con sé una spaccatura insanabile all'interno dei Cinque Stelle. Dopo l'addio ai grillini di ieri, venerdì 12 febbraio, Alessandro Di Battista oggi è tornato a tuonare contro il governo Draghi. “Ne faranno parte, tra gli altri, anche i deputati Brunetta, Carfagna e Gelmini. I tre erano ministri nell'ultimo governo Berlusconi, che ricordiamo soprattutto per le leggi ad-personam, ovvero il tentativo (in parte riuscito) di deviare le istituzioni per metterle al servizio di un leader politico” scrive in un lungo post su Facebook il Che Guevara di Roma Nord. “Nel 2008 i tre approvarono in consiglio dei ministri il Lodo Alfano, un disegno di legge che poi venne votato dal Parlamento. Il Lodo Alfano serviva a creare un vero e proprio scudo penale per le quattro più alte cariche dello Stato. Un provvedimento che, in sostanza, violava il principio d'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Chiaramente venne licenziato per salvare Berlusconi dai processi. Ebbene io trovo immorale che politici che hanno speso tempo (e dunque denaro pubblico) non per occuparsi del Paese ma per risolvere le grane giudiziarie del loro leader, possano avere ancora ruoli così apicali. Quando la pubblica opinione conoscerà più nel dettaglio le scelte politiche prese da Draghi da direttore del Tesoro, da governatore di Bankitalia e da presidente della Bce, magari, verrà trattato da comune mortale. Con i suoi pregi e con i suoi difetti. Un uomo che ha preso delle decisioni. A volte sensate ma molto spesso scellerate e soprattutto nefaste per il pubblico interesse. Tempo al tempo”.

Parole che lasciano poco all'immaginazione e che mettono nero su bianco la volontà del pasdaran di creare un nuovo partito, nel quale si vocifera possano immediatamente convergere una quarantina di parlamentari (quindici deputati e venticinque senatori). In rete è partita una petizione sul sito “charge.org” per ripetere il voto sulla piattaforma Rousseau a proposito del sostegno del Movimento all'esecutivo guidato da SuperMario. A guidare la fronda dei dissidenti ci sono eletti e dirigenti lombardi dei Cinque Stelle. Le promesse fatte a Beppe Grillo, in particolar modo sul ministero della transazione ecologica, non sarebbero state rispettate dall'ex governatore della Bce. Esiste nello statuto dei grillini una norma che non impedisce la ripetizione di un voto online, a patto che venga organizzato entro cinque giorni. Ma la richiesta dovrebbe partire da Beppe Grillo o da Vito Crimi. E qui casca l'asino. Non è un caso che la senatrice Barbara Lezzi, attraverso la propria pagina Facebook, si sia rivolta proprio ai due esponenti politici sopracitati.

“Questa mattina ho inviato, insieme ad alcuni colleghi, una mail al capo politico, al comitato di garanzia e al garante del M5S per segnalare che la previsione del quesito posta nella consultazione dell'11 febbraio 2021 non ha trovato riscontro nella formazione del nuovo governo. Non c'è il super-ministero che avrebbe dovuto prevedere la fusione tra il ministero dello sviluppo economico e il ministero dell'ambiente oggetto del quesito. Chiediamo che venga immediatamente indetta nuova consultazione con un quesito in cui sia chiara l'effettiva portata del ministero e che riporti la composizione del governo”. Beppe Grillo si è già espresso, affermando che “oggi è il giorno nel quale si sceglie. O di qua, o di là”. Ma che la partita sia solo all'inizio lo sa bene anche il comico genovese.