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Governo Draghi con 23 ministri: 15 politici e 8 tecnici. Tutti i nomi e gli equilibri tra i partiti

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Mario Draghi ha accettato l'incarico di premier e presentato intorno alle ore 20 di venerdì 12 febbraio la lista dei ministri del suo governo. La squadra è composta da 23 ministri, 15 politici e 8 tecnici. Con una delusione nella composizione: le donne restano in minoranza, sono solo otto.

 

L’imbarazzo è soprattutto del Pd, tanto che il segretario Nicola Zingaretti è costretto a intervenire, in quanto non c'è neanche un'esponente dem nel gabinetto dell’ex numero uno della Bce. Draghi ha trovato un equilibrio tra i partiti: 4 M5S, 3 Pd, 3 Lega, 3 Fi, 1 Leu e 1 Italia Viva. Ma ad incassare i ministeri più pesanti sono Pd e Lega, mentre c'è delusione nel M5S, anche per un ministero della Transizione ecologica che non accorpa Ambiente a Mise come chiesto dai grillini. E crea scompiglio la presenza considerata eccessiva di Lega e Forza Italia.

 

Ecco i nomi: nella squadra Draghi ci sono 4 ministri pentastellati e sono tutte riconferme, anche se in alcuni casi in ruoli diversi: Federico D’Incà torna ai Rapporti con il Parlamento e Luigi Di Maio viene confermato alla Farnesina. Stefano Patuanelli va dal Mise all’Agricoltura e Fabiana Dadone dalla pubblica amministrazione alle Politiche giovanili. Tre i ministri Pd: confermati Lorenzo Guerini alla Difesa e Dario Franceschini alla Cultura, mentre arriva Andrea Orlando, vicesegretario del Pd, come ministro del Lavoro. Tre anche i ministri in quota Lega: Giancarlo Giorgetti allo Sviluppo Economico, Erika Stefani al ministero per le politiche della disabilità e Massimo Garavaglia al Turismo. Anche per Forza Italia tre ministri: Renato Brunetta alla Pubblica Amministrazione, Mara Carfagna al Sud e Maria Stella Gelmini agli Affari regionali. Leu vede confermato Roberto Speranza alla Salute. Per Italia Viva torna al governo Elena Bonetti con delega a Famiglia e Pari opportunità. Poi i tecnici: al dicastero dell’Economia Daniele Franco, fino a ieri direttore generale di Bankitalia e uomo di fiducia di Draghi. All’Interno viene confermata Luciana Lamorgese, alla Giustizia Marta Cartabia, ai Trasporti Enrico Giovannini. Mantiene lo spacchettamento del Miur, voluto da Giuseppe Conte, affidando l’Istruzione a Patrizio Bianchi e l’Università a Cristina Messa. Alla Transizione ecologica Roberto Cingolani, mentre Vittorio Colao si occuperà del dicastero dell'Innovazione tecnologica.