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Governo, Conte: "Se fossi iscritto a Rousseau voterei sì a Draghi". Nel M5S cresce la fronda

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Giuseppe Conte esce allo scoperto e in vista della due giorni di voto sulla piattaforma Rousseau da parte degli iscritti al M5S fa un endorsement per il premier incaricato, Mario Draghi. "Se fossi iscritto a Rousseau voterei  perchè ci sono tali urgenze che comunque è bene che ci sia un governo", ha detto il premier uscente. 

 

A chi gli chiede poi se nutra dei dubbi su un governo con una maggioranza variegata e con la Lega al suo interno, "c’è un presidente incaricato, aspetto a dare queste dichiarazioni, non sarebbe corretto", ha spiegato Conte. "Io non ambisco a incarichi personali e formali, l'importante è avere una traiettoria politica da offrire agli elettori", ha poi aggiunto. Mentre il M5S si appresta a votare sul web per decidere se appoggiare o meno il governo Draghi - la consultazione si sarebbe dovuta celebrare a partire dalle 13 di oggi, ma alla fine Beppe Grillo ha optato per un rinvio - i gruppi parlamentari pentastellati sono in subbuglio e c’è chi non esclude la rottura. Ne parla apertamente il deputato Pino Cabras, uno dei più ostili all’ipotesi di un esecutivo guidato dall’ex governatore della Bce: "Una scissione non è da escludere... Non è indifferente dire sì o no a Draghi. Significa dismettere le nostre battaglie storiche". Ieri sera, sulla piattaforma Zoom, si è celebrato il V-Day dei ribelli: una assemblea virtuale nella quale portavoce e attivisti hanno ribadito il loro no al governo Draghi. Sono intervenuti, tra agli altri: Barbara Lezzi, Elio Lannutti, Bianca Laura Granato, Andrea Colletti, Mattia Crucioli e lo stesso Cabras.

 

Intanto questa sera, al termine delle consultazioni con sindacati e parti sociali, Draghi non rilascerà dichiarazioni e a questo punto l'obiettivo potrebbe essere quello di tornare al Colle proprio venerdì, una volta conclusa la votazione del M5S su Rousseau, che sarà determinante per capire se i pentastellati faranno parte o meno della maggioranza.