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Governo, il programma di Draghi: scuola, vaccini, lavoro e tre maxi riforme

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Iniziano a trapelare i punti salienti del programma che ha in mente il premier incaricato Mario Draghi. Infatti durante il secondo giro di consultazioni l'ex presidente della Bce non si è limitato all'ascolto ma ha iniziato a rendere partecipi delle sue idee i vari interlocutori. La base sarà un "governo europeista con un forte richiamo all'atlantismo" a cui aggiungere le "necessarie riforme della Pubblica amministrazione, del fisco e della giustizia civile".  Scuola, piano vaccinale e fisco saranno i pilastri del suo eventuale Governo.

 

 

La scuola. "I ragazzi hanno perso troppe lezioni, bisogna riorganizzare il calendario scolastico" ha osservato Draghi, come riferiscono i gruppi. Una delle idee sul tavolo, viene spiegato, è quello di allungare il periodo delle lezioni almeno fino al 30 giugno, così da recuperare un un po' di didattica in presenza. Il presidente incaricato ha poi richiamato l’attenzione sulle 10mila cattedre vacanti, puntando sulla necessità di trovare una soluzione al più presto, assumendo nuovi docenti.

La sanità. Intensificare e accelerare la campagna di vaccinazione, valutando in particolare gli aspetti della logistica e della produzione, è l'obiettivo di Draghi. Deve entrare nel vivo a pieno ritmo per essere completata il prima possibile.

 

L'economia. I contributi a fondo perduto non fanno impazzire Draghi, che invece punta sugli investimenti. C’è il tema lavoro che per Draghi non può essere esautorato con bonus e ristori: il blocco dei licenziamenti scade a marzo e bisognerà tutelare le persone che non avranno un impiego. Dal precedente governo l’economista erediterà i 32 miliardi di nuovo scostamento di bilancio autorizzati dal parlamento per il quinto decreto ristori e non ancora spesi: starà al nuovo esecutivo decidere ora come spenderli. L'obiettivo è puntare su grandi infrastrutture che creano lavoro e sul turismo. Domani il secondo giro di consultazioni rivedrà di nuovo in pista i big, mentre per mercoledì mattina è stato calendarizzato il confronto con i vertici delle Regioni, di Anci e Upi.

 

 

Le riforme. Draghi ha poi fatto un passaggio sulla volontà di mettere in atto tre maxi riforme - riguardanti pubblica amministrazione, giustizia civile e fisco - da mettere in campo per cambiare il volto e il futuro del Paese. Riforme che, pure se connesse con il Recovery, hanno dato la sensazione alle forze politiche di un orizzonte temporale non breve.