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Scuola, Draghi pensa di rivedere il calendario: chiusura posticipata? E veloce assunzione dei docenti che mancano

Marianna Castelli
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Un piano efficace, concreto e immediato per affrontare e cercare di risolvere i problemi del mondo della scuola. Sarebbe uno degli obiettivi di Mario Draghi. Stando alle indiscrezioni che trapelano da Roma, il futuro premier ne avrebbe iniziato a parlare con i partiti durante il secondo giro di consultazioni, avviato nella giornata di oggi, lunedì 8 febbraio. E accanto alla formazione, grande attenzione sarebbe riservata al mondo del lavoroDraghi vuole ridurre al massimo l'abbandono scolastico, aumentare il numero dei laureati, in particolare quelli che scelgono le materie scientifiche. Intende investire molto di più nella ricerca e rendere efficace il rapporto tra le Università e le imprese. Ma l'ormai prossimo presidente del consiglio dei ministri, vuole affrontare anche i problemi che la pandemia ha causato quest'anno agli studenti a causa di un anno scolastico caratterizzato da mille problemi. Secondo quanto riporta l'agenzia Agi, intende rivedere il calendario scolastico e assumere un numero sempre maggiore di docenti. L'ipotesi è quella di un prolungamento delle lezioni scolastiche oltre i termini previsti. Quindi una fine della scuola posticipata rispetto al calendario iniziale, naturalmente per garantire il recupero. Ovviamente potrebbero subire modifiche anche le date della prossima stagione scolastica, quella 2021-22 a cui tra l'altro l'ex numero uno della Bce vuole arrivare con il corpo docenti all'altezza dal punto di vista numerico. All'inizio di quest'anno c'erano 10mila cattedre non assegnate a cui se ne potrebbero aggiungere altre. Ebbene, Draghi vuole trovare una soluzione al più presto e lavorare sin da ora affinché già nel mese di settembre tutti i docenti all'interno delle classi sin dalla prima campanella. Insomma risolvere i problemi del mondo della scuola viene confermato come uno degli obiettivi principali. Draghi guarda ben oltre i banchi a rotelle che sono stati per mesi il punto di riferimento della ministra uscente, la cinquestelle Lucia Azzolina.