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Governo Draghi, ripartono le consultazioni a Montecitorio. La diretta

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17.00 "Abbiamo confermato la nostra piena condivisione al programma". Sono le parole di Maurizio Lupi leader di Noi con l'Italia al termine del colloquio con il presidente incaricato Mario Draghi a Montecitorio che ha aggiunto: "Abbiamo confermato al presidente incaricato Draghi non solo la nostra stima ma anche, dopo aver sentito la sintesi del suo programma, la nostra condivisione in particolare sulla prospettiva europeista con un baricentro atlantista e sui punti che ha sintetizzato: piano vaccini, lavoro, impresa e scuola. Per noi serve un governo che si rivolge e valorizza i corpi intermedi e il Sud". Appoggio anche da Gaetano Quagliarello (Cambiamo): "Sarà un governo euro atlantico, ci saranno pochi punti programmatici ma chiari. Non partecipiamo alla gara a mettere la nostra bandierina sull'esecutivo". 

16.05 "L'appoggio di Azione e +Eu a Draghi è pieno e incondizionato e permarrà: lo abbiamo assicurato a Draghi anche per i momenti difficili che sicuramente arriveranno". Lo afferma il leader di Azione Carlo Calenda al termine dell'incontro con il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi. Netta anche la posizione di Emma Bonino: "Ci saremo anche in momenti difficili"

15.45 "Il governo che sta per nascere non ha precedenti nella storia". Lo ha detto Riccardo Nencini (Psi) al termine del colloquio con Mario Draghi il premier incaricato che ha dato il via nel pomeriggio dell'8 febbraio al secondo giro di consultazioni. "Dedichiamo tutta la nostra attenzione e qualcosa più della nostra attenzione al professor Draghi, i socialisti daranno qualcosa di più. tutti siamo obbligati a concentrarci sul programma"

15.30 "Il presidente incaricato Draghi ci ha illustrato sinteticamente le priorità che intende seguire: sanità, campagna vaccinale, ambiente, di questo ne ha parlato tanto, lavoro e imprese". Lo ha detto Manfred Schullian, della componente delle Minoranze linguistiche del gruppo Misto della Camera, riferendo i contenuti dell'incontro con il presidente incaricato Mario Draghi che ha aperto il secondo giro di consultazioni. Schullian ha poi aggiunto: "Il presidente Draghi ci ha detto che bisogna investire e con i ristori evitare contributi a fondo perduto ma finanziare le imprese per riprendere".

Il premier incaricato Mario Draghi fa ripartire le consultazioni. Dopo il primo giro che si è concluso sabato 6 febbraio con gli incontri con lega e Movimento 5 Stelle oggi, 8 febbraio, alle 15 parte il secondo giro. L'ex numero uno della Bce ha passato il week end in Umbria nella sua abitazione immersa nelle campagne di Città della Pieve da dove  questa mattina è partito verso Roma intorno alle 9 meno un quarto.

Nel primo giro di consultazioni Draghi ha incassato la disponibilità a entrare o votare la fiducia al governo da parte di tutte le forze politiche presenti in Parlamento ad eccezione di Fratelli d'Italia. Oggi sono previsti gli incontri con le formazioni minori: Maie, Azione, +Europa, Radicali Italiani, Noi con l'Italia, Usei, Cambiamo, Alleanza di centro, Centro Democratico per poi chiudere alle 17.30 con il gruppo delle autonomie al Senato. Tutte forze politiche che nel primo giro si sono dette disponibili ad appoggiare il tentativo di Draghi. La giornata decisiva, tuttavia, sarà domani, 9 febbraio, quando dalle 11 saranno ricevute nell'ordine le delegazioni del gruppo Maie, Leu, Italia Viva, Fratelli d'Italia, Forza Italia/Udc, Pd, Lega e Movimento 5 Stelle.

Draghi cercherà di capire in questo secondo giro le reali intenzioni dei partiti e se veramente c'è la volontà di mettere tenere insieme una maggioranza ampia che va da Leu fino a Salvini. I mal di pancia non mancano. Leu durante il primo giro aveva sottolineato la propria incompatibilità con la Lega e i sovranisti. Anche nel Pd non sono mancati momenti di imbarazzo. Senza contare il Movimento 5 Stelle dove ci sono diversi esponenti che non digeriscono neppure la convivenza con forza Italia. Tra questi Alessandro Di Battsita ma anche l'ex ministro per il Sud Barbara Lezzi che non hanno rinunciato ad esprimere la loro contrarietà al governo Draghi.