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Governo Draghi, al via il secondo giro di consultazioni. Conte non entra, Salvini nodo chiave

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Secondo giro di consultazioni per formare il governo guidato da Mario Draghi. L'ex numero uno della Bce, che dopo la fine dei primi colloqui sabato mattina ha passato il fine settimana nella sua abitazione umbra di Città della Pieve, sarà di nuovo a Roma nella mattinata dell'8 febbraio, poi nel primo pomeriggio riprenderanno le consultazioni a Montecitorio. Oggi sono previsti gli incontri con le formazioni minori: Maie, Azione, +Europa, Radicali Italiani, Noi con l'Italia, Usei, Cambiamo, Alleanza di centro, Centro Democratico per poi chiudere alle 17.30 con il gruppo delle autonomie al Senato. Tutte forze politiche che nel primo giro si sono dette disponibili ad appoggiare il tentativo di Draghi. La giornata decisiva, tuttavia, sarà domani, 9 febbraio, quando dalle 11 saranno ricevute nell'ordine le delegazioni del gruppo Maie, Leu, Italia Viva, Fratelli d'Italia, Forza Italia/Udc, Pd, Lega e Movimento 5 Stelle. Per ora solo Giorgia Meloni e FdI si sono chiamati fuori.

L'intenzione di Draghi è quella di chiudere tutto in due giorni per poi salire al Colle, per riferire a Mattarella e sciogliere la riserva, entro mercoledì 10 febbraio. Forse già nella serata di domani. L'obiettivo, se si scioglieranno i nodi legati al perimetro della coalizione, è quello di presentare la lista dei ministri al presidente della Repubblica entro il fine settimana. 

Uno dei nodi da risolvere riguarda la convivenza tra la Lega e le formazioni della sinistra (Leu si era detta incompatibile con i partiti sovranisti) il Pd e lo stesso Movimento 5 Stelle. Inoltre tra i pentastellati c'è disagio anche per la possibile convivenza con Forza Italia. Stando a quanto anticipa il Corriere della Sera, Draghi chiederà ai partiti di evitare tatticismi e chiederò risposte chiare sulla disponibilità ad entrare in una coalizione larga. Rimanendo al Movimento 5 Stelle il premier uscente Giuseppe Conte, in un intervento a l'assemblea congiunta dei parlamentari ha detto: "Non è il momento dell'auto-isolamento, non possiamo trascurare il bene del Paese". Tuttavia ha riferito di "non voler entrare nell'esecutivo".