Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Governo Draghi, il sì di Salvini agita Pd e M5S. Domani ripartono le consultazioni

  • a
  • a
  • a

Il di Salvini al governo Draghi agita i sonni di Pd e M5S. Una mossa che le due forze che sostenevano il governo giallorosso forse non si aspettavano e che sta complicando i loro piani.  Dopo il primo giro di consultazioni, concluso nella mattinata di sabato 6 febbraio, l'ex numero uno della Bce ha incassato la disponibilità a votare la fiducia da tutte le forze presenti in Parlamento ad eccezione di Fratelli d'Italia. Si va verso una compagine che va ben oltre quella che nelle settimane scorse è stata definita maggioranza Ursula. La gestione dei fondi del Recovery sta attirando tutti i partiti verso il governo istituzionale.

Ma nel Pd sono forti i mal di pancia. Nessuno fa i salti di gioia per un governo insieme a Salvini e nella giornata di sabato era anche circolata l'ipotesi di un appoggio esterno immediatamente smentita tuttavia dai vertici del partito. Anche il Movimento 5 Stelle - che ha assicurato "lealtà" a Draghi - deve fare i conti con un vivace dibattito interno e con la resistenza di Alessandro Di Battista. Tuttavia Beppe Grillo si sarebbe impegnati a pilotare verso un appoggio al nuovo governo. Sia Pd che Movimento 5 Stelle avrebbero preferito una maggioranza simile al governo giallorosso. Ma, probabilmente, dovranno arrendersi a una convivenza con Salvini.

Intanto Draghi stringe i tempi e lunedì 8 febbraio, alle 15, farò ripartire le consultazioni. Si inizierà dal gruppo misto per poi concludere il giorno successivo alle 17 con il Movimento 5 Stelle. Come annunciato nei giorni scorsi ci saranno anche dei colloqui con le parti sociali. L'intenzione di Mario Draghi, secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, è quella di proporre un governo "misto" con all'interno tecnici e personalità "di area" di alto profilo in grado di rappresentare l'ampia maggioranza che sta sostenendo il suo tentativo.