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Governo Draghi, la Lega apre: "Appoggio senza condizioni". M5s: "Serve maggioranza politica"

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Con il lungo colloquio con la delegazione del Movimento 5 Stelle, guidata da Beppe Grillo, si è chiuso il primo giro di consultazioni con le forze in parlamento del presidente incaricato Mario Draghi. Ora l'ex numero uno della Bce, che ha ricevuto l'incarico dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dovrà trovare la sintesi e provare a mettere in piedi l'esecutivo dopo un secondo giro di consultazioni che si svolgeranno la prossima settimana.

Draghi ha incassato di fatto la disponibilità alla fiducia da parte di tutte le forze politiche del parlamento ad eccezione di Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni. Alle 11 del 6 febbraio c'è stato l'incontro con la delegazione della Lega. Matteo Salvini al termine del colloqui ha detto che il partito è disponibile a sostenere il governo Draghi. "Noi non poniamo condizioni. Altri lo fanno, noi nessuna condizione. Il bene del paese deve superare interesse personale e partitico" ha detto chiedendo attenzione per "lo sviluppo, i cantieri e la politica fiscale". Apertura anche dal Movimento 5 Stelle che ha incontrato Draghi con una delegazione guidata da Beppe Grillo. Il colloquio con il presidente incaricato è stato preceduto da un vertice con i parlamentari durante il quale Grillo ha cercato con un monologo di richiamare le truppe all'unità. Dopo il colloquio con Draghi, durato 75 minuti, ha parlato solo il capo politico del movimento Vito Crimi. "Il movimento è disponibile a dare la fiducia a Draghi con lealtà". Ma i pentastellati hanno anche chiesto di ripartire "dal lavoro fatto dal precedente governo". Insomma, una richiesta implicita di ripartire dalla maggioranza che sosteneva Conte.

In questo senso verso l'ora di pranzo si era diffusa la voce che il Pd stava valutando un appoggio esterno al governo per non farne parte insieme alla Lega. ipotesi che tuttavia il partito ha smentito con una nota: "Sono totalmente infondate le notizie su orientamenti assunti su un eventuale appoggio esterno al governo. La posizione del Pd è stata voltata alla direzione all'unanimità e illustrata ieri al professore Draghi". Bisognerà capire cosa farò Leu che, dopo le consultazioni di venerdì 5 gennaio, aveva sottolineato "l'incompatibilità con Lega e sovranisti".