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Governo Draghi, Di Battista (M5S) resiste: "Sono contrario, mai alleato di Forza Italia"

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Non è bastata la mediazione di Beppe Grillo e neppure la promessa di Davide Casaleggio di far votare gli iscritti del Movimento 5 Stelle sulla piattaforma Rousseau. Alessandro Di Battista resta contrario al governo guidato da Mario Draghi. E tanto per essere chiari, dopo le esternazioni dei giorni scorsi, ha messo ancora una volta in chiaro la sua posizione con un post su Facebook pubblicato poco prima delle 9 del 6 febbraio a poche ore dal colloquio a Montecitorio tra il premier incaricato e la delegazione del Movimento 5 Stelle che sarà guidata da Grillo.

"Non ho cambiato idea. Se fossi in parlamento non darei la fiducia al presidente Draghi. Non la darei in virtù di scelte, propriamente politiche, che il Professor Draghi ha preso in passato da Direttore generale del Tesoro (privatizzazioni, svendita patrimonio industriale pubblico italiano, contratti derivati) e da Governatore di Banca d'Italia, quando diede l'ok all'acquisto di Antonveneta da parte di Mps ad un valore folle di mercato", scrive l'esponente pentastellato sul suo profilo social.

Di Battista ne fa una questione politica: "Non potrò mai avallare un'accozzaglia al governo che potrebbe andare da Leu alla Lega. Tutti dentro perché nessuno ha intenzione di fare opposizione. Oltretutto in democrazia l'opposizione serve, è e necessaria". Per lui c'è incompatibilità con diverse forze politiche: "Per quanto mi riguarda io non posso accettare un assembramento parlamentare così pericoloso. Non lo posso accettare perché la stragrande maggioranza delle forze politiche che si stanno inchinando al tredicesimo apostolo non rappresenta le mie idee". poi un messaggio che appare rivolto ai compagni di strada del Movimento: "Ognuno è fatto come è fatto d'altro canto. In queste ore qualcuno mi ha scritto 'sei troppo radicale. In politica occorre anche cambiare opinione e plasmarsi sulle situazioni cambiate'. Sarà anche vero. Ma io non ce la faccio. Io non sosterrò mai un governo sostenuto da Forza Italia".

Un messaggio che rischia di complicare ancora di più la situazione all'interno del Movimento 5 Stelle. Grillo, stando alle indicazioni, si sarebbe convito dopo una telefonata, lo ha riferito il Fatto Quotidiano, con lo stesso Draghi. La strada sarebbe quella di un governo in qualche modo politico. Ma le acque nel movimento sono agitate. Per questo è stata ventilata anche l'ipotesi di un voto degli iscritti sulla piattaforma Rousseau.