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Governo Draghi, le consultazioni con Lega e M5s

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13.37. E' terminato il colloquio tra la delegazione del M5s e il premier incaricato Mario Draghi che è durato 75 minuti e al quale ha partecipato anche Beppe Grillo. Al termine è intervenuto il capo politico del Movimento Vito Crimi: "Abbiamo ribadito al presidente la nostra piena consapevolezza del difficile momento a partire dai ristori per le imprese". Per il movimento si deve ripartire dal lavoro del presidente Giuseppe Conte. "Abbiamo chiesto che non siano indebolite misure come il reddito di cittadinanza e abbiamo riscontrato una sensibilità dal professor Draghi". Se ci darà un governo, ha proseguito Crimi, "noi ci saremo con lealtà". Il Movimento 5 Stelle ha chiesto "una maggioranza politica solida". "Ci aspettiamo da presidente incaricato una sintesi, siamo disponibili a sostenere Draghi", ha chiuso il capo politico.

11.40. E' terminato il colloquio tra la delegazione della Lega e Mario Draghi a Montecitorio. "Mezzora di confronto sull'idea di Italia. Al centro della discussione lo sviluppo, la crescita i cantieri. Il professor Draghi ha prospettato un rilancio del settore del turismo. Soldi alle imprese, lavoro e non assistenza", ha detto Matteo Salvini all'uscita. "Da noi chiarezza su non aumentare nessuna tassa, né patrimoniale, né aumento tasse sulla casa. Casomai sì alla pace fiscale. Per noi ripartenza dell'edilizia è fondamentale per far ripartire Paese, anche cantieri in tutta Italia. Sviluppo, cantieri, lavoro e imprese compatibili con ambiente pulito". Poi ha parlato dell'emergenza sanitaria: "Importante ora ripartire e rinascere per l'Italia, riaprire e uscire dalla paura"

Mario Draghi finora ha incassato un solo no. Quello di Giorgia Meloni e FdI. Dopo due giorni di consultazioni il premier incaricato ha portato a casa la fiducia delle altre forze politiche che tra giovedì 4 e venerdì 5 febbraio sono arrivate a Montecitorio per i colloqui. Oggi, 6 febbraio, è la volta di Lega e M5s, ossia i sue partiti che risultarono vincitori dopo le elezioni politiche del 2018 e che contano di più in parlamento.

La delegazione della Lega è attesa a Montecitorio alle 11. Salvini e i suoi sembrano orientati a promettere un appoggio a Draghi. Sul tema, di fatto, si è rotta l'unità del centrodestra con FdI, invece, che ha continuato sulla linea del no al governo di tutti. "Se ci siamo, ci siamo non facciamo le cose a metà. Mi piacerebbe ci fossero tutti", ha detto Salvini nella giornata di venerdì lasciando intendere che spinge per un governo con all'interno rappresentati di un'ampia maggioranza in parlamento. La spinta per il sì a Draghi sarebbe arrivata anche dal Nord per non rimanere fuori dalla gestione dei fondi del Recovery. Bisognerà capire, tuttavia, se è possibile la maggioranza larghissima. Per esempio Leu, dopo aver incontrato l'ex numero uno della Bce, ha chiarito che sono incompatibili con la Lega e le forze sovraniste. Perplessità in tal senso sarebbero state espresse anche dalla delegazione del Pd. Proprio per questo Draghi ha deciso per un secondo giro di consultazioni per trovare una sintesi in Parlamento.

L'altra grande partita riguarda il M5s che arriverà a Montecitorio alle 12.15 con la delegazione guidata da Beppe Grillo. Inizialmente i pentastellati sembravano contrari a Draghi poi, specialmente dopo le parole di Conte di giovedì, c'è stata un'apertura al premier incaricato. Secondo Il Fatto Quotidiano a sbloccare tutto sarebbe stata una telefonata tra Grillo e Draghi. Tuttavia nel movimento resta un'ala contraria alla fiducia guidata da Alessandro Di Battista. Per cercare di serrare le fila sono a Roma sia Grillo che Davide Casaleggio. In ogni caso, hanno fatto sapere dal M5S, ogni decisione dovrà essere votata dagli iscritti sulla piattaforma Rousseau.