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Covid, Arcuri: "Vaccino a 7 milioni di italiani entro marzo". Domani le prime dosi di Astrazeneca

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"Entro marzo potremmo avvicinarci alla vaccinazione di 7 milioni di italiani". Lo ha detto il commissario per l'emergenza coronavirus Domenico Arcuri nella consueta conferenza stampa settimanale per fare il punto sulla pandemia che si è svolta nella mattina del 5 febbraio. Durante l'appuntamento è arrivato anche l'annuncio dell'arrivo, domani 6 febbraio, delle prime dosi del vaccino Astrazeneca in Italia. "Siamo il primo paese europeo per persone vaccinate, con prima e seconda dose. Fino a ieri sera quasi 1 milione le persone vaccinate", ha detto il commissario aggiungendo: "I numeri della vaccinazione dimostrano che nonostante i tagli imprevisti, spesso subiti, l'andamento della campagna sta riprendendo a ritmi accettabili e le somministrazioni stanno aumentando costantemente". 

Pe quanto riguarda il siero Astrazeneca domani arriveranno le prime 249 mila dosi. "E' un'ulteriore arma", ha spiegato Arcuri. "Continueremo a destinare Pfizer e Moderna per la copertura della popolazione più a rischio, per abbassare la letalità. Astrazeneca avrà un percorso parallelo, andrà somministrato agli under 55: inizieremo con gli insegnanti, le forze dell'ordine, il personale carcerario e i detenuti e il personale che vive nelle comunità", ha aggiunto. Il commissario ha fatto il punto sui ritardi nelle consegne del vaccino: "A gennaio abbiamo ricevuto 2,3 milioni di dosi, a febbraio ne avremo, se le previsioni saranno rispettate e noi confidiamo in questo, ne riceveremo 4,2 e a marzo 8,2 milioni.In totale avremo nel primo trimestre 14,7 milioni di dosi quando ne avremmo dovute avere 28 milioni". 

Infine il punto sulle modalità della campagna vaccinale nelle prossime settimane. "In Italia ci sono 293 punti di destinazione dei vaccini. Le somministrazioni avverranno poi anche in altre strutture, come le residenze per anziani, e quando tutti gli anziani si saranno vaccinati nei 1.300 punti di somministrazione inizialmente previsti, questi smetteranno di essere utilizzati e se ne aggiungeranno progressivamente altri decisi dalle regioni. A questi si aggiungeranno anche le primule".