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Governo Draghi, nel pomeriggio le consultazioni. Le maggioranze possibili in parlamento

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Partiranno nel pomeriggio del 4 febbraio le consultazioni di Mario Draghi, che ha accettato con riserva l'incarico del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per formare un governo dopo il fallimento dell'ipotesi Conte ter. Nella mattinata dovrebbe essere diramato il calendario degli incontri con i partiti e i gruppi rappresentati in parlamento. I colloqui avverranno a Montecitorio. Nella giornata di mercoledì 3 febbraio, dopo aver lasciato il Quirinale, Draghi ha incontrato i presidenti della Camera e del Senato, Roberto Fico e Maria Elisabetta Casellati, poi ha avuto un incontro con il premier dimissionario Giuseppe Conte a Montecitorio.

Tuttavia l'attenzione è rivolta ai partiti per capire se ci sarà un sostegno in parlamento. I riflettori sono puntati soprattutto su M5S e Lega i due partiti che hanno maggior peso in parlamento. Al momento il sostegno al governo Draghi non è scontato. Uno studio di YouTrend e Cattaneo Zanetto & Co, citato da Ansa delinea diversi scenari. Dando per scontato l'appoggio di Pd, Partito Democratico, Forza Italia, Italia Viva, Leu e altri gruppi minori, l'analisi si concentra sulle eventuali scelte di Lega e Movimento 5 Stelle. Se la Lega voterà a favore, secondo lo studio, la maggioranza per Draghi è praticamente certa in ogni caso, anche senzaM5S:  199 voti favorevoli (su 315) al Senato e 400 (su 630) alla Camera. Se il partito di Salvini dovesse votare contro, il governo Draghi potrebbe partire solo se il M5S votasse sì o quantomeno limitando le defezioni. Poi c'è l'opzione dell'astensione: in questo caso, per la fiducia la quota si abbasserebbe a quota 127 al Senato e 249 alla Camera, e diventerebbe così possibile far partire il governo Draghi anche con il voto contrario di tutto il M5S (oltre che di FdI), con 138 sì a Palazzo Madama e 269 a Montecitorio. Bisognerebbe capire, in questo caso, se Draghi accetterà di far partire un esecutivo senza una maggioranza solida e certa in parlamento.

Secondo le indiscrezioni circolate nelle ore successive all'incarico Draghi sarebbe intenzionato a proporre un governo "ibrido" con la partecipazione di tecnici e politici, sul modello del governo Ciampi nel 1993.