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Governo, Mario Draghi è tornato in Umbria: nel pomeriggio le consultazioni

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Mario Draghi ha lasciato Roma e si è diretto verso la sua seconda casa in Umbria, a Moiano di Città della Pieve. Il premier che ha ricevuto l'incarico di formare un nuovo governo dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha concluso una giornata impegnativa che - dopo l'incontro al Colle - ha visto anche i colloqui con i due presidenti delle camere, Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati - e con il premier uscente, Giuseppe Conte.

 

Draghi ha accettato "con riserva", come da prassi, dicendosi "fiducioso" di trovare una maggioranza coesa. Giovedì 4 febbraio avvierà le consultazioni nel pomeriggio, secondo un calendario che sarà reso noto in mattinata. Draghi dovrà comprendere su quali forze politiche potrà contare in Parlamento e se, di conseguenza, avrà i numeri necessari per costituire una maggioranza nelle due Camere.

 

Al momento le uniche certezze arrivano da Pd e Italia Viva, nonché dai gruppi centristi delle due Camere. Diviso il Movimento Cinque Stelle, mentre nel centrodestra sembra ferma la chiusura di Fratelli d'Italia, mentre Lega e Forza Italia sarebbero disposte a dare una chance al premier incaricato. Gli obiettivi di Draghi sono chiari: "vincere la pandemia, completare la campagna vaccinale, rilanciare il paese sono le sfide. Abbiamo a disposizione le risorse straordinarie della Ue, abbiamo la possibilità di fate molto per i nostri cittadini e per rafforzare la coesione sociale", ha detto al termine dell'incontro con Mattarella. La strada è comunque stretta e il comportamento del M5S sarà determinante, essendo la forza con il maggiori numero di parlamentari alla Camera e al Senato: a seconda della maggioranza che si potrà formare, naturalmente, dipende anche la composizione del governo. Un governo che potrebbe vedere solo tecnici o una compagine mista o con ministri tecnici e sottosegretari politici, o parlamentari o indicati dai partiti.