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Governo, centrodestra diviso: Lega e Forza Italia pronti ad ascoltare Draghi, Fratelli d'Italia insiste sul voto

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La figura di Mario Draghi divide il centrodestra: Lega e Forza Italia si sono detti disponibili ad incontrare l'ex presidente della Bce ed ascoltare le sue idee e proposte, mentre Fratelli d'Italia chiude a qualsiasi ipotesi di sostegno o collaborazione. Anche la proposta di Giorgia Meloni di astenersi, per poi avere le mani libere nei confronti dei vari provvedimenti e fare una "opposizione costruttiva", è stata accolta con freddezza dagli alleati. Matteo Salvini lavora per andare con una delegazione unica domani pomeriggio da Draghi e cerca di "fare sintesi", senza escludere alcuna possibilità.

 

In Forza Italia va per la maggiore il fronte pro Draghi, caldeggiato anche da Cambiamo di Giovanni Toti e Noi con l'Italia di Maurizio Lupi. "La strada maestra sono le elezioni, ovviamente siamo persone educate e realiste. Il paese ha bisogno di risposte immediate, andremo ad ascoltare, capire, proporre, valutare. Non abbiamo pregiudizi", ha ripetuto per tutta la giornata Salvini, per il quale "le elezioni si potrebbero svolgere entro la primavera, quando andranno a votare milioni di persone per l’elezione dei sindaci. Il voto in democrazia è sempre la via migliore, ma c’è una persona che ha lavorato bene in Europa e noi, da persone educate lo ascolteremo. Quello che pensavamo la settimana scorsa lo pensiamo anche oggi. Con una persona di questo livello, andremo ad ascoltare e cercare di capire", ha detto riferendosi a Draghi.

 

Sulla stessa linea anche il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, che già nei giorni scorsi si era detto pronto ad ascoltare una proposta di governo allargato in stile "maggioranza Ursula": "Mario Draghi è una persona di alto profilo, quindi valuteremo la proposte, le idee e i contenuti e poi decideremo il da farsi. Noi mettiamo a disposizione del Paese i nostri due progetti sul Recovery Fund e sul piano vaccinale". "Non mi vendo per una poltrona perché non mi serve. La nostra posizione parte da un voto contrario per una non condivisione sia sul merito che sul metodo", ha detto in serata Giorgia Meloni e apre solo ad una astensione: "So che ci sono altre posizioni nel centrodestra, io ho proposto un mezzo passo con una astensione, vediamo se tutto il centrodestra farà un passo verso di me". Mentre con un voto a favore del governo Draghi di una parte del centrodestra "sarebbe difficile poi ricostruire". Quindi, domani, la Meloni andrà alle consultazioni con una posizione di chiusura totale: "Io non sono disponibile a parlare di niente se non di elezioni. Se mi si dice la data del voto, delle elezioni a giugno allora dico parliamone ma escludo che una personalità come Mario Draghi si metta a disposizione per tre mesi".