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Salvini: "A Draghi dico che le idee vengono prima dei nomi". Meloni: "Meglio il voto". Berlusconi soddisfatto | Video

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"Quando cade un governo l'alternativa è il popolo, è il voto. Ma siccome noi a differenza della sinistra non viviamo di rancore, di rabbia, di gelosia e di pregiudizio. E fatto salvo che per andare a votare serviranno settimane, alcuni mesi e nel frattempo bisogna fare, lavorare, approvare qualcosa che serva agli italiani, noi ci siamo. Siamo a disposizione". Sono parole di Matteo Salvini, leader della Lega, che annuncia con un video dal profilo Facebook, la sua posizione al termine di una giornata complessa, in cui tramontano le ipotesi di un Conte Ter e Sergio Mattarella convoca Mario Draghi al Quirinale per assegnargli l'incarico di provare a mettere insieme un nuovo governo.

"Ci siamo, siamo a disposizione - dice il capo del Carroccio - Il problema non sono i nomi. Lo dico a Mario Draghi qualora fosse in collegamento. Per la Lega vengono prima le idee, i progetti. Non Draghi, Cottarelli, Cartabia...". E ancora: "Noi non diciamo i sì o i no a pacchetto chiuso. Detto questo chiunque voglia governare il Paese, da domani se vuole il consenso della Lega deve impegnarsi al taglio delle tasse, a una riapertura in sicurezza delle scuole, alla pace fiscale e alla rottamazione delle cartelle, alla difesa di quota 100, a fare un piano vaccinale serio e non alla Arcuri, una riforma della giustizia degna di questo nome. Su tutto questo vogliamo risposte".

Anche Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, sceglie Facebook: "Il presidente (Mattarella, ndr) valuta più opportuno rischiare un governo che per due anni avrà molte difficoltà a trovare soluzioni efficaci per gli italiani. Noi, invece, pensiamo sia decisamente meglio dare la possibilità agli italiani di votare, per avere una maggioranza coesa e forte che possa governare cinque anni e dare all'Italia le risposte coraggiose di cui ha bisogno. Nel centrodestra ci confronteremo, ma all'appello del presidente rispondiamo che, in ogni caso, anche dall'opposizione ci sarà sempre la disponibilità di Fratelli d'Italia a lavorare per il bene della nazione".

E Silvio Berlusconi? Secondo indiscrezioni avrebbe accolto con soddisfazione la convocazione di Mario Draghi al Quirinale. Primo perché significa la definitiva sconfitta del governo uscente, secondo perché nutre profonda stima nei confronti dell'economista che rivendica di aver voluto alla guida della Bce. Prima delle parole del presidente della Repubblica, aveva dichiarato: "Mattarella ha detto di voler conferire l’incarico a un governo di alto profilo senza politici dentro e questo deve farci riflettere tutti".