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Umbria, situazione sempre più critica: aumenta il rischio che venga dichiarata regione rossa

Alessandro Antonini
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Secondo Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari territoriali, l’Umbria è la regione in assoluto con i dati più critici sul fronte della percentuale di occupazione dei posti di degenza Covid. Il cuore verde è al 47%  per i ricoveri ordinari, su una soglia considerata di allerta al 40%. Per la terapia intensiva si raggiunge la stessa quota, il 47%, ma in questo caso la soglia di pericolo è del 30%. Equivalgono ai dati peggiori di tutto il Paese, in entrambi gli indicatori aggiornati al 2 febbraio. 

Per quanto riguarda la trasmissione del contagio, invece, in base ai calcoli della Fondazione Gimbe l’Umbria è tornata nell’area più a rischio: è seconda soltanto  alla provincia autonoma di Bolzano in relazione alle medie nazionali di incidenza del contagio per 100.000 abitanti delle ultime due settimane (18 gennaio - 1 febbraio) e dell'incremento percentuale dei casi (25 gennaio - 1 febbraio). L’incidenza dei casi sui 100 mila abitanti è tra i 400 e i 450.

Fanno peggio solo Friuli e le province autonome di Trento e di Bolzano. L’incremento percentuale dei casi è sopra al 6%. Maglia nera qui è ancora Bolzano, Umbria subito dietro. L'indice di contagiosità medio (Rt) del periodo tra il 25 gennaio e il primo febbraio, calcolato dal Nucleo epidemiologico regionale, è all’1,01. In quest’altra speciale classifica in negativo il cuore verde è quinto. Venerdì la cabina di regìa dovrà decidere gli eventuali cambi di colore. Se saranno confermati questi dati e gli altri indicatori come il numero di nuovi focolai saranno in crescita, il rischio di entrare in zona rossa per l’Umbria diventa ancora più concreto.

Nelle ultime 24 ore in Umbria i decessi causati da Covid sono stati dodici. I nuovi casi 283 su 4.764 tamponi. Ma aumentano anche i ricoveri. Attualmente sono 430 i pazienti nei reparti ordinari, nove in più della giornata di ieri, lunedì 1 febbraio. Nelle terapie intensive, inoltre, è stato registrato un aumento di tre pazienti, ora sono 61.