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Governo, Mattarella convoca Draghi al Quirinale: "Serve esecutivo di alto profilo, partiti lo sostengano"

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il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha convocato per questa mattina, mercoledì 3 febbraio, Mario Draghi al Quirinale.  L'appuntamento è a mezzogiorno. Subito dopo l'esito negativo del mandato esplorativo affidato a Roberto FicoSergio Mattarella ha sottolineato come ora ci siano solo due strade per uscire dallo stallo politico: "O si forma una nuova maggioranza di governo o si va alle elezioni".

La crisi sanitaria ed economica "richiede un governo nella pienezza delle sue funzioni e non un governo con l'attività ridotta al minimo", ha affermato Mattarella.

"Faccio un appello a tutte le forze politiche in Parlamento per dare la fiducia in un governo di alto profilo che non deve identificarsi in alcuna formula politica. Conferirò l’incarico per formare un governo che faccia fronte con tempestività alle emergenze", ha annunciato il presidente della Repubblica.

 "Allo stato attuale emergono distanze alla luce delle quali non ho registrato l’unanime disponibilità di dare vita a una maggioranza", aveva detto il presidente della Camera, Roberto Fico, al termine del colloquio con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Nessuna intesa. Niente documento finale. Non si è chiuso il tavolo sul programma dopo due giorni di lavori. Italia Viva, che aveva chiesto un documento con cronoprogramma, avrebbe poi detto sì alla scelta di redigere un verbale di fine riunione ma avrebbero lamentato, alla lettura del testo, che non rispecchia le diverse posizioni che si sono registrate al tavolo su alcuni temi.

 

 

C'è stata la fumata nera  questo pomeriggio a un vertice di Matteo Renzi con Dario Franceschini, Vito Crimi e Roberto Speranza per cercare un'intesa sulla nascita di un governo Conte ter. Secondo fonti di Italia viva, sia sui temi sia sulla squadra, dal Mes al ruolo di Arcuri, non si sarebbero registrate le aperture attese. In particolare, secondo le stesse fonti, Crimi avrebbe detto no alla richiesta di sostituire i ministri Alfonso Bonafede e Lucia Azzolina. In più, sarebbe stato "posto un veto" su Teresa Bellanova al ministero del Lavoro.

 

 

Il presidente della Camera Roberto Fico è al Quirinale per riferire al presidente Mattarella. Per il Movimento 5 Stelle  non c'era "Nessuna volontà di aiutare il Paese nel momento più difficile, nessun interesse verso i cittadini italiani o a lavorare per l’interesse della collettività. Da parte di Matteo Renzi sul tavolo c’era solo la questione delle poltrone", si legge in una nota del Movimento 5 stelle al termine del tavolo di lavoro sul programma di governo. "Così facendo - sottolinea il Movimento facendo riferimento al leader di Italia viva - Renzi ha dimostrato chiaramente che questa era la vera ragione per la quale ha provocato la crisi. Poltrone che ha chiesto, contrariamente a quanto sostenuto in questi giorni. Oltre a chiederle, il senatore di Rignano, voleva decidere anche per conto delle altre forze politiche". Inoltre il Movimento 5 stelle, "contrariamente a quanto affermato da fonti ’renziane', non ha posto alcun veto. In queste ultime ore e nei giorni precedenti siamo stati concentrati sui temi e si bisogni degli italiani ma ci siamo trovati di fronte a un leader politico che voleva solo mercanteggiare e cercare pretesti per rompere". 

Matteo Renzi su twitter aveva scritto : "Bonafede, Mes, Scuola, Arcuri, vaccini, Alta Velocità, Anpal, reddito di cittadinanza. Su questo abbiamo registrato la rottura, non su altro. Prendiamo atto dei Niet dei colleghi della ex-maggioranza. Ringraziamo il presidente Fico e ci affidiamo alla saggezza del Capo dello Stato". 

Da valutare gli scenari dopo il lavoro "dell'esploratore". In casa Pd la porta però non appare chiusa. "Abbiamo fatto un lavoro importante in questi due giorni con discussioni approfondite. Rimangono distanze, non solo con Iv, anche sull'impostazione di alcuni punti. Siamo fiduciosi che il lavoro per colmare le distanze possa essere fatto da chi dovrà formare il governo e scrivere il programma", ha detto il capogruppo del Pd alla Camera Graziano Delrio. "Il lavoro proficuo è stato fatto ma non sono state esaurite tutte le questioni", ha concluso. 

Il capogruppo M5S Davide Crippa al termine del tavolo programmatico a Montecitorio, ha invece detto che "qualcuno voleva trasformare il verbale in un contratto di governo ma senza che il presidente incaricato fosse presente. E quel qualcuno, Iv, ha dato alle agenzie un racconto sul tavolo non rispondente al vero, dicendo che non c'erano temi convergenti. A nostro avviso i temi convergenti sono molto di più di quelli divisivi. E si era detto che i temi divisivi come il Mes erano fuori dal tavolo".