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L'Italia è tornata quasi tutta gialla, ma è già polemica sugli assembramenti. Tutto da decidere per le piste da sci

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Da una parte la paura, dall'altra la speranza. Gran parte d'Italia è tornata zona gialla e già nella giornata di oggi, 1 febbraio, si è vista la differenza con i giorni passati: mezzi pubblici ovviamente con più passeggeri, strade e piazze maggiormente frequentate, primi assembramenti. Non manca la solita polemica all'italiana perché Agostino Miozzo, coordinatore del Centro tecnico scientifico, torna a segnalare i rischi per gli assembramenti e l'Associazione nazionale dei comuni italiani replica: "Basta con il tiro al bersaglio sui sindaci". Miozzo spiega non sono loro l'obiettivo, ma il suo era soltanto un appello affinché aiutino il "sistema a controllare il territorio".

Purtroppo la situazione è molto complessa anche perché otto milioni di studenti sono tornati in classe, causando ovviamente una circolazione maggiore lungo le strade. E non mancano ulteriori aspetti da valutare, primo tra tutti la possibile riapertura delle stazioni sciistiche. Questa settimana dovrebbe svolgersi la riunione del Comitato tecnico scientifico che esaminerà il protocollo messo a punto dalle Regioni per la riapertura degli impianti. Ovviamente non è possibile ipotizzare in quale direzione andrà il Cts. Stando al decreto legge attualmente in vigore, gli impianti non possono riaprire prima del 15 febbraio. Tra l'altro è la data anche dell'ipotetica fine del divieto di spostamento da una regione all'altra. Mancano ancora due settimane di attesa e probabilmente una decisione verrà presa soltanto all'ultimo momento, in modo da poterlo fare in base a dati epidemiologici freschi: per allentare le misure restrittive occorrono segnali molto positivi, in caso contrario le chiusure saranno prorogate.

Intanto nella giornata di oggi hanno riaperto 203 mila tra bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi. E' la Lombardia la regione con il maggior numero di attività: ben 51 mila, poi Lazio 39 mila e Campania 39 mila. Il passaggio di colore ha rappresentato una diminuzione delle restrizioni per 47.8 milioni di italiani. Con l'eccezione di Umbria, Puglia, Sardegna, Sicilia e la Provincia di Bolzano, ancora arancioni, tutto il resto d'Italia ora è giallo.