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Governo, in corso la riunione sul programma tra i partiti della maggioranza. Ma i veri nodi sono il premier e i ministri

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E' iniziata poco dopo le 9.30 la riunione tra le forze politiche di maggioranza convocata questa mattina dal presidente della Camera, Roberto Fico, per trovare quella auspicata "sintesi" sul programma necessaria a comporre il nuovo esecutivo. Gli ex alleati si ritrovano quindi intorno a un tavolo per definire una strategia e delle priorità in vista della formazione del nuovo esecutivo, anche se lo scoglio più importante sembra essere quello rappresentato dal nome del premier e dei futuri ministri. Dal segretario Pd, Nicola Zingaretti, intanto è arrivato un monito: "Conte e Gualtieri sono due punti fermi".

 

Sembrano essere caduti alcuni paletti posti da Italia Viva sulle priorità di governo, a partire dal Mes, anche se è evidente come ormai la nuova maggioranza non potrà prescindere dall'apporto dei numeri garantiti dal partito di Matteo Renzi (27 deputati alla Camera e 18 senatori). Pertanto è facile ipotizzare che sarà proprio l'ex rottamatore a fare da mazziere in questa delicata partita, rivendicando priorità e posti di governo. Con il Pd e il M5S che potrebbero essere costretti a cedere o sul nome di Giuseppe Conte o su alcuni ministri; nel mirino ci sarebbe infatti anche il titolare dell'Economia, Roberto Gualtieri, difeso tuttavia a spada tratta dal presidente di Confindustria Bonomi. Il 13 gennaio Renzi ha ritirato dal governo gli esponenti di Iv, due ministre (Bonetti alla famiglia e Bellanova all'agricoltura) e un sottosegretario (Scalfarotto), ma ora potrebbe alzare la posta puntando a dicasteri di primo piano. E Conte? Secondo alcuni rumors potrebbe andare agli Esteri, qualora debba cedere la poltrona di primo ministro. Intanto dal centrodestra Antonio Tajani (Forza Italia) torna a chiedere un "governo dei migliori", altrimenti suggerisce di "tornare al voto", mentre Matteo Salvini (Lega) auspica che " questa manfrina finisca entro la settimana", dicendo no a "un governo fotocopia" di quello uscente, dicendosi sicuro "che i partiti di centrosinistra non troveranno un accordo". C'è quindi attesa per l'esito dell'incontro anche in vista della risposta che Fico dovrà dare a Mattarella, presumibilente entro domani.