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Governo, Fico: "Domani nuovo incontro con le forze politiche. C'è la disponibilità di trovare una sintesi"

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Crisi di governo alle battute finali? Presto per dirlo, ma il presidente della Camera, Roberto Fico è sembrato ottimista al termine delle consultazioni che sono durate fino al primo pomeriggio di oggi. Fico, incarico dal capo dello Stato, Sergio Mattarella, di un mandato esplorativo, ha annunciato che "domattina è previsto un nuovo incontro con le forze politiche di maggioranza sul programma", sottolineando come "è emersa la disponibilità al confronto e a trovare una sintesi".

 

"Per questo ho promosso l’avvio di un confronto nella mattinata di domani qui a Montecitorio", ha aggiunto la terza carica dello Stato. Toni distensivi erano già emersi in mattinata, soprattutto da parte di Italia Viva, che con Ettore Rosato si era dimostrata disponibile a rinunciare al Mes. Ora, tuttavia, bisogna vedere se uno dei problemi principali al centro del dibattito tra gli (ex) alleati, ossia Giuseppe Conte, rappresenterà quel punto di "sintesi" auspicato da Partito democratico e Movimento cinque stelle o se, altrimenti, sarà proprio "l'avvocato del popolo" ad essere sacrificato sull'altare dell'alleanza con Matteo Renzi.

 

Dalle varie consultazioni fatte prima da Sergio Mattarella e poi dallo stesso Fico è emersa infatti l'impossibilità di un allargamento della maggioranza con forze dell'attuale opposizione, così come l'insufficienza dell'apporto dei cosiddetti "responsabili" - o "costruttori", come sono stati spesso definiti nell'ultimo periodo - il cui numero non è tale da garantire una maggioranza assoluta nei due rami del Parlamento. In questo senso, quindi, l'ago della bilancio è Italia Viva con i suoi voti (27 alla Camera e 18 al Senato). Domattina, quindi, si parlerà di programmi - proprio come aveva auspicato il leader di Italia Viva - ma sarà necessario parlare anche di nomi, in quanto è prioritario per la coalizione individuare un premier, che dovrà poi ricevere l'incarico di formare un governo. Che è l'obiettivo anche di Mattarella, che aveva individuato martedì quale termine ragionevole per risolvere la crisi.