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Luca Palamara, da una carriera da favola all'espulsione dalla magistratura. Ora è pronto a raccontare le sue verità

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Originario di una famiglia calabrese, Luca Palamara nasce a Roma nel 1969 e si laurea in Giurisprudenza con lode all'Universita La Sapienza. E' il 1991 ed è considerato uno degli studenti più brillanti del suo corso. Sette anni più tardi riesce a vincere il concorso ed entra in magistratura. Inizia una carriera intesa e per lunghi tratti brillante, partendo dalla procura della Repubblica di Reggio Calabria. Poi viene trasferito a quella di Roma. E' il 2018 quando a soli 39 anni viene eletto presidente dell'Associazione nazionale magistrati: è il più giovane numero uno della storia dell'importante e potente sodalizio.

Nel 2014 diventa componente del Consiglio superiore della magistratura e ne ricopre il ruolo di consigliere. Lo scandalo che lo ha coinvolto è stato considerato un vero e proprio colpo di scena, visto che la brillante carriera che stava costruendo a tutto faceva pensare tranne che ad episodi in grado di mettere in imbarazzo la stessa magistratura. A ottobre 2020 viene radiato dalla sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura che accoglie la richiesta della procura generale della Corte di cassazione e impone la massima sanzione. Una decisione storica visto che prima non era stato mai allontanato un ex consigliere del Csm. Le gravissime accuse, sostenute grazie alle registrazioni telefoniche e ad un trojan, fanno emergere un giro di accordi e di scambi di favori tra i magistrati e non solo, per concordare nomine per i vertici di alcune importanti procure tra cui quella di Roma. E non mancano raccomandazioni e regali di lusso. Non è l'unico ad essere coinvolto.

 

Finiscono dentro la vicenda anche Luigi Spina, consigliere del Csm, e il pm Stefano Rocco Fava che secondo le accuse avrebbero rivelato a Palamara informazioni riservate sulle indagini a suo carico. Palamara non sta zitto e concede una intensa e dura intervista a Non è l'Arena. A Massimo Giletti spiega che non è stato certo lui ad inventare il sistema delle correnti in magistratura. Eppure è quello a pagare in maniera più pesante. Le parole sollevano intense polemiche, ma poi il tema Covid prende il sopravvento e la questione finisce nel dimenticatoio. Stasera, domenica 31 gennaio, torna negli studi di La7, pronto a raccontare ulteriori verità. Ancora una volta davanti a Massimo Giletti