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Governo, monito del Pd nelle parole di Goffredo Bettini: "O Conte o elezioni a giugno"

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Crisi di governo, il Pd affida a Goffredo Bettini l'annuncio della linea del partito. E l'esponente dem lo fa in modo più netto e categorico di quanto avvenuto per bocca del segretario Nicola Zingaretti. Come spesso avviene in politica, infatti, c'è chi deve usare il bastone e chi la carota. E, in questo caso, la parte del "randellatore" la fa proprio Bettini, che ammonisce il leader di Italia Viva e suo ex segretario nazionale, Matteo Renzi: "O governo Conte o elezioni a giugno". 

 

"Noi siamo disponibili a ricomporre la maggioranza di governo messa in crisi da Italia viva. E Conte deve guidarla. Occorre fare presto, perché ogni giorno che passa il dibattito pubblico si allontana sempre di più dalle preoccupazioni degli italiani", spiega Bettini. "Dopo la sua scissione ho espresso a Renzi considerazione e volontà di collaborazione. Ho sottolineato l’importanza di costituire nel campo democratico una gamba liberale, centrista, più moderata, che lui avrebbe potuto costruire. La risposta non è stata positiva. Il leader di Italia viva ha dichiarato di essere Macron e di voler ridurre il Pd al 6% come i socialisti francesi. Non è andata così, per fortuna.... Non ci sono veti nei confronti di Renzi. Deve dire a noi, ma soprattutto agli italiani, cosa intende fare. Il tempo è scaduto". 

 

Bettini scarta poi l’ipotesi di un governo istituzionale, che coinvolga anche il centrodestra: "Unire le forze, ma quali? Quelle europeiste e quelle sovraniste? Quelle razionali e fiduciose nella scienza e quelle negazioniste? Le solidali e le xenofobe? Le sostenitrici della progressività del fisco e quelle della flat tax?". Su Berlusconi, invece, Bettini concede una timida apertura: "Non l'ho mai considerato il male assoluto. Semmai, un avversario tenace e temibile. In realtà, essendo un popolare europeo, si dovrebbe trovare a disagio con Salvini e Meloni. Forza Italia appare compatta più di quanto sia in realtà. L’anima liberale soffre".