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Crisi governo, Berlusconi: "Forza Italia non si fa dettare la linea da nessuno". Crepe nel centrodestra?

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Crisi di governo, Silvio Berlusconi non ci sta a giocare un ruolo marginale nel centrodestra e lancia un monito agli alleati. "Forza Italia non si fa dettare la linea da nessuno", ammonisce in un'intervista al Corriere della Sera, Pur senza nominare Matteo Salvini e Giorgia Meloni, i destinatari dei messaggi sono evidenti.

 

"Io ho detto e ripetuto che l’Italia in questo momento drammatico avrebbe bisogno di un governo di alto profilo, con tutte le forze migliori del Paese, mettendo da parte i conflitti e gli interessi di parte. Ne sono convinto e l’ho proposto più volte in questi mesi di fronte all’aggravarsi dell’emergenza, quella sanitaria e quella economica. E lo abbiamo anche dimostrato in Parlamento. Purtroppo la risposta dei partiti della sinistra è quella di provare a ogni costo a rimettere insieme i pezzi di una maggioranza che ha fallito e che non è stata in grado di dare una risposta adeguata all’emergenza. Di fronte a questo il tema non è certo il rapporto con i nostri alleati", ha premesso il leader di Forza Italia.

 

"Devo rifiutare questa visione distorta della realtà di Forza Italia. Nessuno in Forza Italia si fa dettare la linea da altri che non siano la nostra coscienza, i nostri valori, la nostra storia, l’impegno assunto con gli elettori. In un grande partito liberale ovviamente si discute, per fortuna ci sono sensibilità diverse, ma c’è un assoluto accordo sulla linea responsabile che abbiamo mantenuto in questi mesi e continuiamo a mantenere in questa crisi, guardando al Paese vero e ai suoi drammi e non ai giochi del teatrino della politica". Poi il leader di Forza Italia parla di Giuseppe Conte: "Non mi piace personalizzare le questioni e comunque tengo ben distinta la stima personale dal giudizio politico che non può che essere ovviamente negativo. Lo stesso vale per un eventuale nuovo governo: chi lo guiderà è l’ultimo dei problemi. Il tema vero, l’unico che ci interessa, è cosa farà per una nazione in crisi profonda, per i tanti italiani che hanno perso il lavoro o che rischiano di perderlo, per le aziende sull’orlo della chiusura, per i lavoratori autonomi, le partite Iva, i commercianti, gli artigiani, i lavoratori a contratto che hanno visto azzerarsi i loro redditi, per i giovani ai quali si sta negando il futuro. Mi piacrebbe parlare di questo, non del numero dei senatori e dei giochi di palazzo", ha concluso l'ex premier.