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Crisi governo, il senatore Vitali cambia idea nella notte e ritira l'appoggio al Conte ter: "Ecco cosa mi hanno detto Berlusconi e Salvini"

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La notizia era stata rilanciata dalle agenzie nella serata di mercoledì 27 gennaio: il senatore Luigi Vitali, eletto con Forza Italia, pronto a votare un terzo governo guidato da Giuseppe Conte. Tutti i giornali l'avevano ripresa, così come le trasmissioni televisive. Ora arriva la marcia indietro: "Nessun appoggio politico al Conte Ter". E' lo stesso Vitali a spiegarlo. “Nelle scorse ore - dichiara - ho avuto modo di interloquire con il presidente del Consiglio, Conte, sottoponendogli l’urgenza e l’importanza per il Paese di una riforma complessiva della Giustizia dichiarando il mio appoggio a un ritorno allo stato di diritto e di garanzie nel processo”.

E ancora: "E' inaccettabile pensare che in un Paese civile siano stati aboliti i termini della prescrizione quando i processi hanno una media di durata al di là di tutti gli standard europei. Questo ragionamento condiviso con Conte - dice Vitali - era nel solco di quanto già dichiarato dal presidente Berlusconi sull’apertura ad un governo istituzionale e a quanto dichiarato dal segretario Matteo Salvini circa la volontà di parlare con chiunque a patto che fossero messi al centro i contenuti di una piattaforma di Governo che prevedesse tra gli altri una riforma della giustizia e fiscale. Percorsi utili ed essenziali per evitare elezioni anticipate che tutt’ora ritengo insensate. Ribadisco dunque nessun appoggio politico al Conte Ter”.

Ma nelle dichiarazioni riportate da Repubblica la posizione è diversa. "C’è stato un ripensamento - biene virgolettato a Vitali - e nella notte ho deciso di restare con il centrodestra. Ho sentito Silvio Berlusconi e anche Matteo Salvini. Ho verificato che non c’è la volontà di andare ad elezioni a tutti i costi, che era poi la mia preoccupazione". Vitali ha spiegato a Repubblica che Berlusconi è disponibile a verificare le condizioni per cercare di uscire in questo momento difficile, mentre il leader della Lega vuole discutere di fisco e giustizia.