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Capitale italiana della cultura 2024: nelle Marche derby Ascoli - Pesaro. La Regione si schiera ed esplode la polemica

Giuseppe Silvestri
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Le Marche si preparano a vivere un derby inedito e che nessuno avrebbe mai immaginato: una sfida per ottenere la nomina di Capitale italiana della cultura 2024. Un derby perché sono due le città della regione che hanno deciso di correre: Pesaro e Ascoli Piceno, che si sommano ovviamente alle altre contendenti del resto d'Italia. L'annuncio ufficiale di Pesaro era arrivato nei giorni scorsi. Dopo la vittoria di Procida per il 2022 e la conseguente sconfitta di Ancona che era in corsa, l'amministrazione della provincia più a nord della regione aveva scoperto le carte e lo aveva fatto nel corso di una diretta social a cui avevano partecipato il sindaco Matteo Ricci e il suo vice, assessore alla bellezza, Daniele Vimini

Ascoli Piceno cullava l'idea già da qualche tempo e non si è intimorita dopo l'annuncio di Pesaro. L'amministrazione guidata da Marco Fioravanti ha atteso qualche giorno e poi ha annunciato a sua volta che si proporrà per lo stesso ruolo e nel medesimo anno. Ascoli arriva da oltre un decennio particolarmente difficile: prima la crisi, poi il terremoto del 2016 ed ora i riflessi che la pandemia sta avendo su settori economici che soffrono dall'inizio del 2000. Ma la Città delle Cento Torri non si arrende e guarda al futuro lanciandosi in una sfida che sarà particolarmente complessa e non solo per la partecipazione di Pesaro.    

Il derby è subito segnato da una pesante polemica ancor prima di cominciare. La Regione Marche, infatti, non è rimasta neutrale e ha deciso di schierarsi. Il presidente Francesco Acquaroli e l'assessore alla cultura Giorgia Latini hanno risposto alle richieste di sostegno della giunta ascolana e si sono dichiarati: "La Regione sostiene la candidatura di Ascoli. Abbiamo appreso con piacere della candidatura della sua città - hanno risposto al sindaco - Ascoli Piceno rappresenta senza dubbio un connubio tra arte, cultura, architettura, enogastronomia, scrigno di una storia plurimillenaria, che fa da capofila ad un territorio ricco di eccezionalità. Una delle più alte espressioni dell'univocità del valore del nostro territorio, riconosciuta nei confini nazionali e internazionali. La candidatura è solo l'inizio di un percorso, in cui la visione e le aspirazioni si concretizzeranno e per questo ambizioso obiettivo non potrà mancare il sostegno della Regione Marche, nella consapevolezza che il successo nella competizione renderebbe Ascoli Piceno un polo culturale di traino all'intero territorio regionale".

Pesaro dapprima ha accusato il colpo, ma dopo qualche ora ha reagito e lo ha fatto con una netta presa di posizione. Non contro Ascoli "che apprendiamo con piacere ha deciso di candidarsi", ha scritto il vicensindaco Daniele Vimini, ma contro la Regione. L'amministrazione pesarese si dice "incredula per la notizia lanciata dalla stessa Regione Marche, nella quale comunica il sostegno alla sola candidatura del Comune di Ascoli. Un vero e proprio endorsement che non prende minimamente in considerazione il fatto che Pesaro avesse già annunciato la volontà di competere a dicembre, in via ufficiosa, e venerdì scorso in via ufficiale". Vimini sottolinea quella che ritiene essere una "caduta di stile. Iniziamo a pensare che da parte della Regione Marche ci sia la volontà di ostacolare Pesaro, a prescindere dal tipo di decisioni e opportunità che si presentano". "Ci chiediamo quindi - aggiunge - se lo stesso argomentato entusiasmo vale anche per Pesaro o altre candidature marchigiane che dovessero maturare". Il derby è appena iniziato.