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Crisi di governo: Pd e M5S puntano su Conte, Italia Viva no. Ultime ore di trattative per allargare la maggioranza

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La crisi di governo sta arrivando al suo sbocco definitivo: tra giovedì e venerdì il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrerà le delegazioni di tutti i gruppi parlamentari, poi farà la sua scelta. Nella giornata di oggi sia il Pd che il M5S hanno fatto quadrato sul premier uscente, Giuseppe Conte, senza porre veti sulla partecipazione di Italia Viva al governo. I dem e i Cinque Stelle proporranno Conte come "punto di equilibrio" per i primi e "unico nome di garanzia" per i pentastellati. Italia Viva tuttavia non si sbilancia: "Se Mattarella dovesse chiedere se siamo disposti a un Conte Ter? Risponderemo che a qualunque presidente del Consiglio presenteremo le nostre richieste", spiega Ettore Rosato. 

 

Intanto continuano in maniera "febbrile" le trattative per convincere altri senatori a puntellare la maggioranza. In serata è arrivata l'adesione dell'ex senatore di Forza Italia, Luigi Vitali. Ma chi lavora all’operazione, Bruno Tabacci in testa, guarda con ottimismo a Forza Italia, dove circolano anche i nomi Anna Carmela Minuto e Laura Stabile quali nuovi possibili transfughi (dopo Causin, Rossi e, appunto, Vitali). Ma per Conte resta il problema dei numeri, perché le trattative per consolidare la maggioranza dopo lo strappo dei renziani vanno avanti da giorni senza dare garanzie di successo nel costruire quella maggioranza solida richiesta dal Colle. 

 

In giornata si è costituito il gruppo Europeisti-Maie-Centro democratico, ma i suoi dieci esponenti avevano già votato la fiducia a Conte. Si lavora ancora sugli Udc Paola Binetti e Antonio Saccone, ma il presidente Antonio De Poli frena. Con i numeri attuali, allargare la maggioranza significa riportare dentro Italia Viva e Renzi: una mossa su cui è caduto il veto del Pd e che è stata accettata, a malincuore, anche da Conte. Dal M5S viene esclusa l'ipotesi di Luigi Di Maio premier, mentre Matteo Salvini è categorico: "Noi a Mattarella diremo no a questo mercato delle vacche e no a un reincarico a Conte. Quando non ci sarà più quel signore a palazzo Chigi ragioneremo del resto".