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Consultazioni, l'agenda degli incontri di Mattarella del 28 e 29 gennaio

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Definita l'agenda delle consultazioni del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che tra giovedì 28 e venerdì 29 gennaio incontrerà le delegazioni dei partiti e dei gruppi parlamentari di Camera e Senato. Dopo gli incontri di oggi, di carattere prettamente istituzionale, con i presidenti delle due camera, Maria Elisabetta Alberti Casellati e Raffaele Fico, il capo dello stato avrà un "tour de force" di due giorni, per ottemperare al suo ruolo di arbitro della crisi.

Ecco il programma di domani, giovedì 28 gennaio

- ore 10.00 Gruppo Parlamentare Per le Autonomie (SVP-PATT, UV) del Senato della Repubblica
- ore 10.30-12.30 e ore 16-16.45 Rappresentanti dei gruppi Misti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati
- ore 16.45 Gruppo Parlamentare Liberi e Uguali della Camera dei deputati
- ore 17.30 Gruppi Parlamentari Italia Viva - PSI del Senato della Repubblica e Italia Viva della Camera dei deputati
- ore 18.30 Gruppi Parlamentari Partito Democratico del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati

Il programma di venerdì 29 gennaio prevede invece solo due incontri

- Alle 16 Gruppi Parlamentari Fratelli d'Italia del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, Gruppi Parlamentari Forza Italia - Berlusconi Presidente - Udc del Senato della Repubblica e Forza Italia Berlusconi Presidente della Camera dei deputati, Gruppi Parlamentari Lega - Salvini Premier del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, Rappresentanti delle componenti Idea e Cambiamo del Gruppo Misto del Senato della Repubblica e Noi con l'Italia - Usei - e Cambiamo del Gruppo Misto della Camera dei deputati.
- ore 17.00 Gruppi Parlamentari Movimento 5 Stelle del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati.

Al termine di questa ricca due giorni Mattarella comunicherà la sua decisione, affidando un mandato esplorativo a un premier incarico o a uno dei presidenti delle Camera, o incaricando un premier che abbia registrato convergenze sufficienti a contare su una maggioranza in parlamento o, in ultimo, decidendo di sciogliere le camere.