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Consultazioni, Casellati e Fico da Mattarella. Telefonata con Napolitano: da domani i partiti

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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha incontrato i presidenti di Camera dei deputati e Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati e Raffaele Fico in occasione del primo giorno di consultazioni. Nell'intervallo dei due incontri, il capo dello Stato ha avuto un colloquio telefonico anche con il presidente emerito, Giorgio Napolitano. Domani è il turno dei partiti.

 

Nessun commento all'uscita per Alberti Casellati, mentre Raffaele Fico si è fermato qualche minuto con i giornalisti assiepati all'esterno del Quirinale. "Siamo tutti al lavoro per il bene del Paese e vi auguro buon lavoro anche a voi", queste le poche parole pronunciate dal presidente della Camera. Domani si entrerà nel vivo delle consultazioni con l’arrivo delle delegazioni dei partiti. I vari rappresentanti dei gruppi parlamentari arriveranno dalle 10, per concludersi alle 18.30. Un tour de force per Sergio Mattarella, che vuole verificare quanto prima la possibilità di costituire un nuovo esecutivo, scongiurando un ritorno alle urne.

 

Rigido il protocollo anti-Covid. I colloqui si svolgono nella sala degli Arazzi di Lille e in quella del Bronzino, che vengono usate alternativamente per permettere la sanificazione al termine di ogni incontro. Le dichiarazioni delle delegazioni invece vengono rilasciate nel salone delle Feste. "Devo dare purtroppo un dispiacere ai fan della famosa porta. La Sala della Loggia è chiusa per lavori di restauro e le dichiarazioni delle delegazioni si terranno nel Salone delle Feste", ha annunciato su Twitter il portavoce del capo dello Stato Giovanni Grasso. Prima dell’inizio delle consultazioni, Mattarella ha salutato i giornalisti, che questa volta, a causa dell’emergenza sanitaria, sono presenti in numero minore e rigorosamente distanziati. Dopo la "maratona" di domani, c'è grande attesa per la decisione del Capo dello Stato, che potrebbe re-incaricare Conte (come vorrebbero Pd e M5S), individuare un'altra figura su cui trovare la convergenza di una maggioranza parlamentare o, più difficilmente, sciogliere le Camere indire così nuove elezioni da tenersi entro fine maggio.