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Crisi di governo, dal Conte ter all'unità nazionale: gli scenari possibili

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Dopo le dimissioni del premier Giuseppe Conte, quali sono i possibili scenari? Le scelte future del Presidente della Repubblica Mattarella dipendono infatti dall’ampiezza della base parlamentare del futuro governo. Gli scenari sono sostanzialmente quattro: Conte ter con responsabili, la vecchia maggioranza con o senza Conte, il governo Ursula e infine quello di unità nazionale.

Al momento il Conter ter con responsabili è lo scenario con la più esigua base parlamentare, che impedirebbe addirittura il reincarico. La scorsa settimana infatti Conte, con l'ausilio dei “volenterosi” ha ottenuto 321 voti alla Camera (a cui aggiungere 2 deputati M5s assenti per Covid) e solo 156 al Senato (157 con un senatore M5s malato di Covid), cioè meno della maggioranza assoluta di 161 seggi, nonostante l'appoggio di 3 senatori a vita (Monti, Cattaneo, Segre). Per raggiungere quota 161 senza i tre senatori a vita, Conte dovrebbe arruolare dunque almeno altri 7 “costruttori”. Un altro scenario prevede la vecchia maggioranza allargata con o senza Conte. Il premier potrebbe riuscire a ricucire con Renzi e a costruire una coalizione di cui facciano parte tutti i quattro partiti della vecchia maggioranza (M5s, Pd, Leu e Iv) più la piccola pattuglia dei “volenterosi”. La quota ritenuta indispensabile è 170. Numero valido anche nel caso in cui si svolti verso un altro premier al posto di Conte.

Ci sarebbe poi il governo Ursula, soluzione lanciata nel 2019 da Prodi e richiama la maggiornaza nell'Unione Europea sostiene la Commissione di Ursula Von der Leyen. Alla vecchia maggioranza con questa soluzione si aggiungerebbe Forza Italia con 54 senatori e 91 deputati, portando la maggioranza a quota 228 al Senato e 442 alla Camera. Ma Forza Italia nega questa ipotesi. Infine il governo di unità nazionale, formula lanciata da Silvio Berlusconi sabato scorso e talvolta evocata da Matteo Renzi, che si scontra con il “no” di Pd, Leu e M5s, ma anché di Fdi e Lega. Lo stesso Conte, qualche ora dopo le dimissioni, ha motivato il suo gestendo nella speranza che si possa intraprendere proprio questa strada.