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Ma che cosa sarebbe accaduto se lo spettacolo fosse stato causato dal centrodestra...

Francesco Storace
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Ma a parti rovesciate che cosa sarebbe accaduto?
Il partito unico dell’informazione avrebbe sentenziato: il centrodestra si dimetta dal governo.
La piazza rossa sarebbe esplosa gettando mascherine in aria per la gioia della crisi di governo.
I sindacati avrebbero indetto uno sciopero generale contro il vuoto di potere.
La magistratura avrebbe arrestato a casaccio tutti quelli indicati da Luca Palamara.
Il presidente della Repubblica avrebbe chiamato al Colle i presidenti delle Camere e subito dopo si sarebbe rivolto alla Nazione con un messaggio pubblico per richiamare il presidente del Consiglio ai suoi doveri di fronte alla scelta a lui avversa di un partito della sua coalizione.
È possibile invece che tutto questo non accada. Che nessuno inviti Giuseppe Conte al Quirinale per rassegnare le dimissioni. Anzi, lo incitano ad andare in Parlamento – ma non subito, che diamine – a dire no ad Italia Viva e sì ai responsabili e magari un minuto dopo tentare di imbarcare di nuovo – a condizioni minori da pagare – Renzi e compagnia sennò Mattarella non ci sta a chiudere tutti e due gli occhi.
Cercano responsabili, ma sono irresponsabili di fronte ad una Nazione in ginocchio. Lo spettacolo è deprimente e gli italiani stentano a credere ai loro occhi. La sovranità non appartiene più al popolo.
Chi può, entro a Montecitorio, ma non sciamanando. Semplicemente osservandoli i deputati – e vale anche a Palazzo Madama con i senatori – tutti a bocca aperta, occhi tristi, valigie in mano. Perché la possono tirare avanti quanto vogliono, ma la fine della legislatura è segnata: la sensazione è che al semestre bianco puntano sapendo di non arrivarci sani e salvi. 
Certo, molto dipenderà da Nicola Zingaretti: si comporterà ancora come nel 2019, quando si fece fregare da Renzi per il Conte 2? O preferirà rischiare puntando al rinnovo dei gruppi parlamentari del Pd e gestire il post elezioni con una leadership senza più troppi nemici interni?
Partita aperta, dunque. Chissà se stavolta sarà invece “concesso” al popolo sovrano di poter decidere.