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Nuovo Dpcm, restrizioni sino al 5 marzo. Tutte le regole per ogni fascia di colore

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Il Consiglio dei ministri nella notte, su proposta del presidente Giuseppe Conte e del ministro della salute Roberto Speranza, ha approvato un decreto-legge che introduce ulteriori disposizioni urgenti per il contenimento della diffusione del Covid e valido dal 16 gennaio al 5 marzo. Il testo proroga lo stato di emergenza al 30 aprile 2021. La zona bianca. Ci andrannno le Regioni capaci di riportare l'epidemia sotto controllo con Rt, indice di contagio, sotto 1 (50 contagi ogni 100.000 abitanti).In questo caso verranno sostanzialmente abolite tutte le restrizioni. Resterà obbligatorio l'uso della mascherina sempre e il distanziamento ma gli spostamenti saranno totalmente liberi.

 

 

 

La zona gialla. Misure più stringenti rispetto a quelle finora adottate nelle zone ritenute a rischio moderato. Innanzitutto gli spostamenti: ci si potrà sempre muovere liberamente, senza alcuna giustificazione, ma non si potrà oltrepassare i confini regionali se non per motivi di lavoro, salute o necessità o per far ritorno alla propria residenza, domicilio o abitazione dove ci si potrà sempre ricongiungere con il partner se vive e lavora altrove. Chi ha una seconda casa all'interno dei confini regionali potrà raggiungerla liberamente. Aperti tutti i negozi, tranne i grandi magazzini e i centri commerciali nel weekend. E aperti, ma solo fino alle 18, bar, ristoranti, pasticcerie, gelaterie. Dopo quell'orario dovrebbe rimanere consentito solo il servizio a domicilio per evitare gli assembramenti da movida davanti ai locali. Una decisione definitiva verrà presa solo domani dopo l'ultimo confronto. Il governo proroga la norma di Natale secondo la quale è consentito ricevere in casa non più di due persone non conviventi al massimo con bambini sotto i 14 anni e persone disabili. Non è previsto alcun controllo all'interno delle abitazioni. Ci si potrà muovere nell'ambito del territorio regionale, sempre in due, per andare a trovare parenti o amici. La buona notizia è quella della riapertura dei musei che, limitatamente alle collezioni permanenti, il governo intende concedere. Possono tornare in presenza tutte le scuole, ma non tutte le regioni hanno ancora dato il via libera per le superiori.

 

 

La zona arancione. Spostamenti liberi solo all'interno del Comune.  Vale naturalmente anche qui il divieto di ricevere più di due persone in casa mentre è consentito muoversi per un raggio di 30 chilometri ( ma non per raggiungere un capoluogo di provincia) agli abitanti di centri con meno di 5.000 abitanti. Restano aperti i negozi, tranne i centri commerciali nel weekend, ma chiudono bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie. Per l'asporto e il domicilio varranno le stesse regole di tutte le altre zone. Chiusi invece i musei e, come nel resto d'Italia, cinema, teatri, mostre, fiere e congressi. E palestre, piscine e impianti da sci. La ripresa delle lezioni in presenza anche alle superiori è consentita, ma ogni regione decide per sé dunque bisognerà consultare le ordinanze regionali.

 

 

La zona rossa È la zona con più limitazioni: qui per uscire da casa bisognerà avere dietro l'autocertificazione e motivare lo spostamento con motivi di lavoro, salute e necessità o per far rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione e per il ricongiungimento con il partner. Chiuse tutte le attività commerciali non ritenute essenziali, da bar e ristoranti ai negozi di ogni genere. Fanno eccezione ovviamente gli alimentari, le farmacie, ma anche librerie, negozi di intimo e di sport, cartolerie, negozi di giocattoli e ferramenta. Restano aperti anche barbieri e parrucchieri. In presenza solo le scuole dell'infanzia, elementari e le prime medie. Per tutti gli altri è prevista la didattica a distanza.