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E se Renzi avesse nel mirino la giustizia?

Francesco Storace
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Ormai Matteo Renzi si fa le domande da solo. Consapevole che pochi credono che faccia sul serio nel suo frontale con Giuseppe Conte, ha messo insieme nella sua e-news le questioni che intende veder risolte. Negando di avere problemi personali con il premier.

“Su Recovery, Mes, intelligence, scuola, alta velocità, garantismo, ruolo internazionale, lavoro e reddito di cittadinanza, stile abbiamo idee diverse. Magari avessimo un problema personale: con Conte abbiamo un problema politico”.

Ognuna di queste è una picconata si sarebbe detto al tempo di Cossiga presidente.

Il Recovery fund è questione sempre più spinosa. Ci sono centinaia di miliardi europei in ballo e il premier continua a fare tutto da solo. Almeno finora. Una cifra imponente sul cui utilizzo avrebbe dovuto discutere con tutti, opposizione compresa, Conte non la vuole mettere sul tavolo persino con la sua maggioranza. Che per questo non potrebbe più essere tale se non cambia atteggiamento.

Il Mes è questione più apparente che reale. Tutti innalzano la bandiera del sì e del no, chi la ammainerà diventerà una banderuola.

Intelligence è problema più spinoso perché lascia intendere un utilizzo personalistico dei servizi di sicurezza, il che sarebbe davvero drammatico. Terreno minato.

La scuola è citata da Renzi per mettere le dita negli occhi della Azzolina, l’alta velocità per fare male anche a Paola De Micheli. Ruolo internazionale significa Di Maio, lavoro e Reddito di cittadinanza chiamano la Catalfo, lo stile direttamente il presidente del Consiglio.

Ma la botta più forte, Renzi potrebbe assestarla quando parla di garantismo. Vuole il posto di Alfonso Bonafede per uno dei suoi? È la ripresa in grande stile della battaglia contro l’abominio della fine prescrizione mai?

Certo è che le sorprese, di qui alla soluzione della crisi di governo – se ci sarà – non mancheranno affatto. Peccato che il tutto si svolga nel bel mezzo della pandemia. Almeno si facesse sul serio, in realtà non c’è nessuno che pensa davvero che si precipiterà al voto anticipato. Per ora.