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Alla fine tocca ascoltare Sgarbi su un governo che “è peggio del virus”

Francesco Storace
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Ascolti Vittorio Sgarbi e ti passa lo sconforto. Perché almeno è uno che sembra avere la voglia di combattere. Certo, anche a lui ogni tanto ne escono certe da strozzarlo, ma l’affresco che fa della situazione politica è da prendere e condividere.

Partendo dall’Italia multicolore con cui ci vogliono far impazzire. Ricordate quando sembrava ci dovesse essere anche il colore verde? Poi dissero di no, perché sembrava il via libera alla dissolutezza dei costumi, come quando il semaforo la smette di bloccarci all’incrocio.

“Questi stanno a giocare con i pastelli”, dice il critico d’arte più politico di tanti politici. E in effetti hanno posato quello verde e vogliono introdurre quello bianco. Che può significare sia libertà che resa. L’importante è rimanere nella confusione totale.

Se a Sgarbi chiedi come si risolleva l’Italia si acciglia. Si contorce. Si dimena. Ti mena.

Perché odia i Dpcm di Conte, che sono la dimostrazione – assieme ai decreti che sforna – dell’assoluta impreparazione a governare. La chiosa è presto fatta: questi, “tra un Dpcm e l’altro s’inventano inutili bonus come se l’economia fosse una lotteria”. Severo? Neanche tanto, perché alla fine non li definisce un governo – e se vogliamo dirla tutta è una forma di rispetto per il valore delle istituzioni – ma “una banda di disperati incollati alle poltrone”.

Però non si può sottovalutare la pandemia, il Covid, il coronavirus, tutte le tragiche parole che ci hanno costretto ad ingoiare per subire i loro provvedimenti. Macché, dice con le sue parole dotte e sempre stupefacenti Vittorio Sgarbi: costoro “sono peggio del virus perché stanno distruggendo il Paese e il suo tessuto produttivo”.

Alzi la mano chi pensi che a sbagliare sia Sgarbi e non chi appare rassegnato a subire un governo come quello ancora in carica. Che resterà tale, salvo qualche angolino da sistemare, ancora per un bel po’, perché non c’è una missione per l’Italia. Stiamo davvero messi male…