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Scuola, la ministra Azzolina non cambia idea: "Riaprire in presenza dal 7 gennaio"

Marianna Castelli
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Si assottiglia ogni giorno di più il partito trasversale di chi il 7 gennaio vuole la riapertura in presenza delle scuole. Ma lei, la ministra Lucia Azzolina, continua a tenere alta la bandiera della convinzione che sia l'urgenza del Paese. Nonostante anche i governatori del centrodestra, da sempre contrari alla chiusura delle scuole, abbiano toccato con mano i problemi e i rischi, così come i sindacati, il governo continua ad essere fermo sulla posizione di Azzolina, diventata anche quella del premier Giuseppe Conte, sempre più a rischio di sfiducia. "Posso confermare la volontà del governo di riaprire. Avremmo voluto farlo a dicembre, ma abbiamo rimandato su richiesta delle Regioni. Poi avremmo voluto tornare al 75% e invece abbiamo accolto il suggerimento del 50%". Queste le parole di Azzolina, dichiarazioni rilasciate a Il Fatto Quotidiano. Del resto la ministra è convinta che la scuola sia "un servizio pubblico essenziale, non si può continuare a sacrificare i ragazzi né pensare che la didattica a distanza possa sostituire quella in presenza". Evidentemente è più importante del servizio sanitario e poco importa se contribuisce alla diffusione del virus e quindi anche al numero dei cittadini che ci rimettono la vita.