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Covid, Brusaferro: "Otto regioni a rischio. Le violazioni si pagano a caro prezzo. La sanità italiana è sotto stress"

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Pensare che il 7 gennaio si torni ad una "vita normale" è una sciocchezza. Non lo dice in questi termini ma lo fa capire molto chiaramente il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, intervistato dal Corriere della Sera. "Il virus - spiega - circola diffusamente nel nostro Paese e i servizi sanitari sono sotto stress. Non è il momento di rilassarsi. Tutti i dati mostrano che l’epidemia non è finita, è ancora in una fase molto pericolosa. Abbiamo però imboccato la strada per controllarla grazie ai vaccini". Brusaferro è perentorio nel sostenere che occorre evitare che la curva riparta ed è possibile solo "adottando con rigore e sistematicamente le misure di prevenzione che ormai gli italiani conoscono: mascherina, distanziamento, igiene delle mani, no assoluto agli assembramenti. C’è stata una decrescita nell’occupazione dei posti letto ma ultimamente è rallentata e la capacità di reggere l’impatto dei ricoveri si è ridotta. Ecco perché è necessario evitare che la curva si rialzi". Brusaferro aggiunge che "ogni violazione purtroppo si paga a caro prezzo. Il virus non fa sconti. La scuola va salvaguardata per il suo valore educativo e sociale. All’interno del sistema scolastico i protocolli adottati sono rigorosi ma bisogna tener conto che i rischi sono legati anche a tutto ciò che ruota attorno a questo mondo. Le scelte future non potranno prescindere dalla limitata resilienza del nostro sistema sanitario". Otto le regioni a rischio dal punto di vista dell'assistenza sanitaria: "In cinque c'è una probabilità sopra al 50% di superare la soglia critica di occupazione dei posti letto in area medica in 30 giorni. In tre nelle terapie intensive".