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Covid, No Vax pronti alla battaglia: chi sono e perché non credono al vaccino. Tra loro anche molti operatori sanitari

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Marianna Castelli
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Sono contrari a qualsiasi vaccino e la pandemia da Covid 19 rischia di diventare una battaglia fondamentale per il loro credo, anche in considerazione che ogni giorno aumenta il partito di chi ritiene che la somministrazione debba diventare obbligatoria. Nonostante i numeri della pandemia siano ogni giorno più drammatici, i No Vax restano inchiodati sulle loro certezze e decisi a difendere a qualsiasi costo le loro scelte. Negli ultimi mesi sono addirittura aumentati di numero e sui social sono tra i più attivi, convinti delle teorie del complotto e che in ogni caso iniettare nel proprio fisico un farmaco del genere sia fortemente rischioso. Come ha spiegato senza mezzi termini Heather Parisi.

Gli esperti del Cts già da settimane sollecitano campagne di comunicazione per spiegare che invece il vaccino è l'arma più importante per arrivare all'immunità di gregge. E lo ripetono ad ogni intervista, così come del resto ha fatto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso di fine anno. Secondo i dati in possesso della Commissione europea, la metà della popolazione italiana è convinta che il vaccino possa causare effetti collaterali (46%) e addirittura indebolire il sistema immunitario (32%). Percentuali che sono state confermate anche dai sondaggi ordinati da alcuni programmi di approfondimento italiani. Ma chi sono i No Vax? Secondo una corrente di pensiero della comunità scientifica, tra le cause della nascita di un movimento così particolare di sarebbero le ricerche di un medico ricercatore inglese, Andrew Wakefield, studio pubblicato e poi ritirato da una nota rivista scientifica. Suggeriva una possibile relazione tra le malattie intestinali, l'autismo e il vaccino trivalente. Teoria poi smentita dalla scienza, ma in grado di seminare dubbi e paure che tra l'altro spuntano anche per le fiale contro l'influenza, il morbillo oppure la meningite.

I maggiori alleati dei No Vax sono i social, attraverso i quali vengono diffuse notizie allarmistiche o teorie del complotto. Ma non sono gli influencer oppure i volti noti del mondo dello spettacolo o tanti comuni cittadini a preoccupare. Sono quelli con le basi scientifiche. Gli operatori della sanità: i medici e gli infermieri. Anche tra loro il partito degli anti vaccino Covid non è insignificante. I più non sono No Vax estremisti, ma convinti che sia troppo presto per iniettarsi i prodotti anti Covid realizzati in così poco tempo e che forse sarebbe meglio aspettare e avere a disposizione maggiori studi e statistiche. Il governo è in prima linea sulla posizione opposta: vaccinare il più alto numero possibile di cittadini. Con l'esecutivo, ovviamente, l'Istituto superiore della sanità che continua a pubblicare risposte alle domande frequenti sui vaccini e a ripetere la propria perentoria posizione: il vaccino è al momento l'unico strumento per combattere il Covid 19. (Clicca qui per le faq dell'Istituto superiore della sanità sul vaccino).