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Stavolta Mattarella non ha dato l'aiutino a Conte

Francesco Storace
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Come sempre ognuno dà un’interpretazione diversa dalle parole pronunciate dal presidente della Repubblica nel suo saluto di fine anno agli italiani.

Tutto sulla pandemia e la ricostruzione, Mattarella non ha mai citato il governo Conte. E nel Palazzo praticamente disabitato del primo dell’anno, è una notizia che rimbalza sottovoce. “Lo ha mollato”, dicono in molti, confermando così la protezione speciale di cui ha goduto un premier che è passato da una maggioranza all’altra. E non poteva certo farlo se non avesse avuto la benedizione del Colle.

Per i più teneri verso il governo, invece, l’assenza di riferimenti all’esecutivo da pare di Mattarella è servita per dare più forza al tema dei “costruttori” che servono per ridare forza al Paese. E vi leggono un monito a Matteo Renzi, che sta scatenando un pandemonio nella maggioranza di governo.

In realtà, sarebbe riduttivo leggere in questa chiave il pensiero del Capo dello Stato. Che invece col silenzio attorno a Conte ha marcato una diversissima sensibilità istituzionale rispetto al premier. E non è un caso il corale applauso dei leader dei partiti di opposizione alle parole di Mattarella, anche a costo di scontentare i propri fan più emotivi.

Pare di cogliere un cambio di passo in Salvini e Meloni, oltre che in Berlusconi (ma in quest’ultimo caso non è una novità la sua disponibilità a "dare una mano”).

I due leader sovranisti probabilmente colgono dal Presidente l’invito mai giunto a destinazione a Conte a coinvolgere tutta la rappresentanza politica nella gestione della crisi legata alla pandemia e soprattutto alla ricostruzione dell’Italia.

Come sempre, la palla ora è nelle mani di Conte, che deve darsi una regolata. In molti affermano che stavolta dovrà cavarsela da solo, senza l’aiuto del Capo dello Stato. Insomma, gli auguri di buon anno a Conte forse sono stati un po' precipitosi, questa volta.