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Adesso i Cinque stelle puntano Gualtieri, “Ha coperto Padoan su Unicredit e Mps”

Francesco Storace
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Se un ministro è attaccato dall’opposizione, fa parte delle regole del gioco.
Se il ministro finisce nel mirino di un parlamentare della maggioranza comincia ad affiorare un problema.
Se invece di un solo parlamentare l’attacco viene da un intero gruppo, il più numeroso, è un problemone.
Se ad essere messo sotto accusa è il ministro dell’economia, in un paese normale saremmo ad un passo e forse oltre la crisi di governo.
In Italia appare normale quello che accade in queste ore a Palazzo Madama. Mentre Matteo Renzi briga contro Conte, i pentastellati, con la prima firma del senatore Elio Lannutti, hanno puntato la mira verso il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.
La nomina del suo predecessore Padoan al vertice di Unicredit sta ancora scatenando un putiferio e i grillini la definiscono “scandalosa” in una interrogazione parlamentare.
Perché da qui a qualche tempo Unicredit e Monte dei Paschi di Siena dovranno sedersi attorno ad un tavolo per la fusione. E si dà il caso che Padoan, già parlamentare eletto proprio nel collegio di Siena, sia in una condizione di netta incompatibilità con le regole europee, ma tranquillamente ignorate dal governo italiano e segnatamente proprio da Gualtieri. Che ha confezionato – accusa Lannutti assieme ai suoi colleghi – “una norma ad hoc per consentire a Padoan di fare il presidente di Unicredit”. Gestendo così quel regalo di governo a Mps per un valore di 13 miliardi e mezzo di euro.
E’ dal 2013 che l’Europa ha approvato una direttiva che detta regole severe per la selezione dei manager e dei membri dei consigli di amministrazione delle banche. E solo sette anni dopo l’Italia l’ha recepito. Ma facendola entrare in vigore solo a seguito della fine del mandato parlamentare di Padoan. Che, punta l’indice il gruppo senatoriale dei Cinque stelle, predispose la norma proprio da ministro pro tempore. Ad esempio, i banchieri devono essere indipendenti e non ricoprire ruoli parlamentari da almeno due anni.
Il risultato è che la norma entra in vigore adesso, ovvero vale per il futuro. E va in cavalleria quello che ha fatto fino a poco tempo fa Carlo Padoan in Parlamento e prima ancora al gvoerno.
Gualtieri è accusato dai Cinque stelle di aver coperto l’operazione. Che non è esattamente un complimento.