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I democristiani corteggiano Conte per farsi dare seggi da Matteo Salvini

Francesco Storace
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Per ora Giuseppe Conte fa gola ad uno stuolo di democristiani per vocazione e abitudine. Annusano l’idea di una lista del premier, tentano di capire a quanti seggi potrebbe aspirare in caso di elezioni anticipate e cercano di guadagnare le prime posizioni utili nella fila degli aspiranti.
Chi lo ha capito prima di altri, anche se ha il difetto di dirlo pubblicamente, è Gianfranco Rotondi, oggi parlamentare di Forza Italia. Coerentemente con il mandato non ha alcuna intenzione di sostenere il presidente del Consiglio in questa legislatura, ma ci si avvicina per la prossima. Quando non dovrà ringraziare Berlusconi, alla cui amicizia continua a tenere.
Il problema nasce quando si spifferano le intenzioni, a meno che Rotondi non stia spargendo voci contrarie alle proprie intenzioni perché ha captato altri insidiosi movimenti democristiani. Per ora annuncia che “Italia 2023”, la presunta lista del premier già deve cambiare nome. Perché quel logo lo ha già registrato lui. E chissà quanti altri ancora…
Comunque, Rotondi fa sapere di essere disponibile a “donare” il marchio. Dipende solo da qualche dettaglio. Che non riguarda solo quelli che prenotano un posto in lista.
Ci sono anche i democristiani refrattari, che confidano di non credere alle potenzialità di una lista centrista. A costoro Rotondi dice solo di prepararsi a sbarcare da Forza Italia quando il centrodestra sarà guidato da Matteo Salvini. Lui proprio non vuole stare “sotto” il leader leghista. Dice…
Manovre, dunque, anche se di sapore piuttosto antico, destinate a portare a Conte più vecchio personale politico che elettori. Perché la guerra dei voti da accalappiare riguarderà quelli del Pd e dei Cinque stelle, che certo non rappresentano il mondo ideale per chi votava Dc.
Alla fine, si deciderà come al solito. Non vado più con Conte se mi dai i seggi che mi servono. In questo, sono maestri i democristiani. E in quel caso andrebbe bene anche Matteo Salvini.