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Sanità, Covid e non solo: la guerra del viceministro Pierpaolo Sileri contro i burocrati del suo ministero

Giuseppe Silvestri
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Una bordata dietro l'altra. Sono quelle che il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, spara sugli alti dirigenti del suo stesso dicastero o comunque su chi ne ha ricoperto importanti ruoli burocratici recentemente. Gli ultimi attacchi sono avvenuti domenica scorsa, 20 dicembre, nel corso di Non è l'Arena, il talk condotto su La7 da Massimo Giletti. Un attacco frontale sul caso del Piano pandemico, ma anche sui rapporti che ci sono nel ministero dove le sue domande restano da mesi senza risposta. Proprio il mancato aggiornamento del Piano, che secondo alcuni è costato la vita a migliaia di italiani, è motivo di scontro ormai quotidiano. Tra chi aveva le responsabilità di provvedere non c'è soltanto Ranieri Guerra, attualmente vicario dell'Oms, ma anche Claudio D'Amario, che fino al 2018 era direttore generale al ministero della Salute per la prevenzione sanitaria. Dure critiche anche a Giuseppe Ruocco, segretario generale del ministero. Sileri si scaglia anche sull'assenza di strategie contro influenza o bioterrorismo o attacco nucleare. A proposito del Piano, D'Amario a Non è l'Arena ha spiegato che già ad agosto 2018 ha fatto presente all'allora ministro che occorreva un aggiornamento, coinvolgendo Istituto superiore sanità e Regioni. I risultati del primo studio furono presentati ad aprile 2019. Insomma secondo lui il Piano c'è, seppure solo in bozza. Ma Pierpaolo Sileri non ci sta. Ha ribadito di non aver mai ricevuto la bozza. E sempre nel corso della trasmissione di Giletti, ha affondato: piano vecchio di anni, mesi che nessuno risponde alle sue richieste, italiani che meritano rispetto, poca chiarezza, dirigenti non all'altezza. Ha inoltre tirato fuori il caso delle scorte di Tamiflu: "Sono forse scadute dopo 10 anni? Mi viene questo dubbio". E ancora: "Io faccio il viceministro e continuerò ad andare avanti. A cercare la verità. Quella che meritano gli italiani". Insomma da una parte l'esponente del Movimento 5 Stelle, dall'altra parte dei vertici del ministero della Salute. Tutto mentre il Paese deve affrontare una pandemia che ha già causato la morte di quasi 70mila persone (69.214, dato ufficiale 21 dicembre).