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Umbria, la presidente Donatella Tesei: "Ora lavoriamo per risanare l'economia"

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Donatella Tesei, presidente della Regione Umbria, è finita sul podio dei governatori più apprezzati d'Italia. Terza dopo Luca Zaia (Veneto) e Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia). E' il risultato dell’indagine Governance Poll 2020 del Sole 24 Ore.

Presidente, se lo aspettava?

"Quando uno lavora, e lo fa in modo serio e serrato, non ha nemmeno il tempo di fermarsi a pensare a certe cose. Ma quando i risultati arrivano la soddisfazione c’è, è innegabile. E ringrazio tutti i cittadini per avermi regalato una gioia tanto grande". 

Quali sono, secondo lei, i punti di forza del lavoro fin qui svolto dalla sua giunta?

"Gli umbri ci stanno seguendo molto da vicino e di sicuro non è sfuggito ad alcuno l’impegno continuo e concreto che sin dal primo momento abbiamo messo per fronteggiare l’emergenza Covid e non soltanto da un punto di vista sanitario, i cui risultati sono innegabili. Abbiamo recitato un ruolo di primo piano con il governo, siamo stati protagonisti nella gestione delle diverse fasi dell’emergenza con proposte e progetti. Il mio intervento è stato forte e risoluto per le riaperture delle aziende del territorio. Abbiamo rimodulato i fondi per aprire bandi a sostegno delle aziende e dato vita a una campagna di promozione per il turismo che già sta avendo riscontri importanti".

Quindi la gestione dell’emergenza Covid ha contribuito?

"Certo, ma non solo. Risultati importanti li abbiamo ottenuti indipendentemente dall’emergenza sanitaria. Sin dal primo momento abbiamo lavorato per far funzionare la macchina nel migliore dei modi, tagliando i direttori e ridisegnando le deleghe. Gli esiti ottenuti con la revisione della spesa sono evidenti: 12 milioni che possiamo destinare a occupazione e aziende".

Pensa di andare avanti con la scure?

"Dipende. Sinora abbiamo agito nella consapevolezza che i tagli avrebbero portato a risultati migliori, meno spese ma servizi garantiti. Valuteremo di volta in volta le situazioni su cui intervenire".

Il Covid ci lascia con un’economia a pezzi.

"L’Umbria era già in forte crisi ben prima dell’emergenza sanitaria, come conferma anche l’ultimo rapporto di Banca d’Italia. E proprio per questo gli effetti del Coronavirus sono, nella nostra regione più che in altre, evidenti e drammatici. Non possiamo permetterci di perdere tempo. Ho convocato per il 16 luglio un tavolo cui sono chiamati a intervenire tutti, dagli imprenditori alle parti sociali, per individuare un percorso di ripartenza. Voglio che si faccia squadra e che ognuno faccia la sua parte anche se sarà poi la Regione ad accompagnare e sostenere questo percorso".

Presidente, abbiamo individuato i suoi punti di forza. Su quali aspetti, invece, fa mea culpa? 

"La gestione dell’emergenza Covid ci ha impegnati completamente e in questi tre mesi abbondanti abbiamo per forza di cose trascurato molti altri settori. Il virus ci ha costretti a conoscere meglio la sanità nelle sue molteplici sfaccettature, positive e negative. E proprio questa è una delle nostre priorità. Le liste di attesa non sono un problema nuovo ma un’eredità che ancora ci portiamo dietro. Il Covid non ha fatto altro che aggravare una situazione che purtroppo già da anni conoscevamo. I mesi di blocco imposti dal governo hanno inevitabilmente aggravato il tutto e siamo consapevoli che per i cittadini i disagi legati a questa situazione sono inaccettabili. Nella nomina dei commissari abbiamo individuato delle figure che potessero accompagnare una nuova fase della riorganizzazione della sanità umbra, ognuna di queste avrà compiti trasversali. La pianificazione delle liste di attesa rientra in uno di questi ambiti". 

Sanità certo ma anche il capitolo sisma torna d’attualità: Roma in Commissione ha appena bocciato il provvedimento.

"Credo che il governo si renda perfettamente conto dell’importanza di questo emendamento per i territori colpiti dal terremoto. Siamo sicuri che Conte saprà trovare il modo per reinserirlo".

Anche la diplomazia rientra tra le sue principali qualità?

"Sì (sorride) ma affiancata da grande determinazione".