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Giustizia, Davigo: "I politici per bene non siedano con i corrotti"

Jacopo Barbarito
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"Il dialogo fra sistema giudiziario e sistema politico non è sempre facile. Negli ultimi tempi è più complicato anche per le leggi sovranazionali, per l'applicazione del diritto comunitario che deve essere applicato in via prioritaria su quello nazionale. Questo ha aumentato le tensioni". Lo ha sottolineato Piercamillo Davigo, presidente dell'Anm, intervenendo alla due giorni organizzata dai cattolici democratici del Pd a Orvieto. "Se le decisioni giudiziarie piacciono sempre ai governi non ci sarebbe più la separazioni di poteri", ha aggiunto. E ancora: "Se si dice aspettiamo le sentenze vuol dire delegare alla magistratura la responsabilità di dire chi può o no fare politica, vuol dire dare una delega alla magistratura per selezionare la classe politica". Dai reati dei "colletti bianchi" per il presidente Anm c'è un "numero di vittime incomparabilmente più alto e danni incomparabilmente maggiori" rispetto ad altri reati. Ma in Italia "il numero dei colletti bianchi detenuti è ridicolmente basso rispetto agli altri paesi europei".  "Se si accetta il compromesso - ha evidenziato - i risultati politici non si ottengono mai più, perchè l'erba cattiva scaccia quella buona". "La corruzione è seriale e diffusiva, chi è dentro queste pratiche continuerà a farle e cercherà di coinvolgere altre persone". Davigo è poi tornato a esprimere perplessità sul Codice degli appalti: "Se si usano strumenti come questo vuol dire voler ignorare la realtà, è un Codice che dà fastidio alle imprese per bene e non fa nè caldo nè freddo a quelle che delinquono". Parlando di corruzione ha spiegato che "siamo in presenza di un sistema criminale, del tutto simile a quello di Cosa Nostra per la riscossione del pizzo". "A qualche politico - ha poi aggiunto - ho chiesto se si rendeva conto che se continuava a sedersi vicino a un corrotto, i cittadini fossero autorizzati a pensare che siete uguali. Sarebbe meglio dire finchè c'è lui, io qui non mi siedo. E forse allora anche chi commette reati tornerebbe a vergognarsene".