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Ballottaggio, Renzi ad Assisi: resa dei conti Pd a Castello

Alessandro Antonini
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Renzi ad Assisi. Non è un'ipotesi lunare. La riconquista dopo oltre venti anni della città di San Francesco avrebbe una eco forte, capace di spostare “audience”. Serve come l'acqua al Pd, in queste amministrative “in chiaroscuro” per i democratici. Il segretario premier lo sa. L'agenda non è stata ancora definita ma la richiesta di intervento a favore di Stefania Proietti è arrivata da più parti. Una di queste fa capo alla deputata altotiberina Anna Ascani: “Abbiamo chiesto al premier di venire, aspettiamo”. La partita dei ballottaggi va giocata sino in fondo, assicura. A partire da Assisi. Cita pure Roma “dove ci davano al 15% - spiega - dunque il ballottaggio è un risultato positivo. Sono invece sorpresa da Bologna con Merola, bravo amministratore, sotto il 40%”. Nulla di scontato E nel ballottaggio non c'è nulla di scontato. Nemmeno dove ci sono tanti punti di distacco? “Pensare di aver vinto al primo turno - dice la parlamentare - è come pensare di avere in tasca la finale di Champions quando si è in vantaggio di uno a zero il primo tempo”. Vale anche per Assisi. “Qui - spiega Ascani - ad Assisi finalmente dopo tanti anni abbiamo un candidato al ballottaggio, grazie all'ottima Proietti, una figura dinamica che rappresenta un modello vincente per la città. Bartolini è il passato, Proietti è modello per il futuro”. Ascani non poteva non fare un passaggio sulla sua Città di Castello “dove il buon governo ha premiato Bacchetta e il Pd ha espresso due assessori giovani e competenti che hanno riscosso un ottimo risultato”. “Amelia è una sorpresa negativa. Maraga è uno dei giovani dirigenti del Pd più capaci. Paghiamo qualche divisione di troppo, qualche dimostrazione di forza di troppo, qualche congresso anticipato di troppo”. Esibizioni muscolari e divisioni, sembra il ritratto del Pd umbro degli ultimi mesi. D'accordo con la critica della Marini a Dante Andrea Rossi? “Non sono d'accordo, le responsabilità sono di tutti. Chi dà la colpa all'altro amplifica le divisioni. C'è stata troppa attenzione rivolta all'interno e poca all'esterno, ai cittadini. Dovremmo imparare da militanti e consiglieri comunali: quando si gioca una partita si fa con la stessa maglietta”. I sassolini di Luciano - Intanto proprio a Castello il sindaco rieletto Luciano Bacchetta si toglie i sassolini contro quelli del Pd che non lo volevano. “C'è un pezzo di Pd che ha lavorato contro durante tutta la campagna elettorale. A capo di questa cordata di minoranza ci sono Adolfo Orsini e Franco Ciliberti con Domenico Caprini vittima di questi giochi sporchi. Orsini e Ciliberti, rappresentano il passato, una stagione politica morta e sepolta: è bene che si mettano l'anima in pace; la gente è dalla mia parte”.